Ad Aversa c’è chi aspetta da anni una casa popolare e chi tenta di conquistarla con il metodo del fai da te. Senza graduatorie. Senza autorizzazioni. Senza bussare alla porta. E in qualche caso provando addirittura a entrare dall’esterno degli edifici. Una sorta di arrampicata immobiliare. Peccato che gli alloggi siano pubblici e non il bottino di una caccia al tesoro e che l’assegnazione non funzioni secondo la legge del più veloce. O del più spericolato. La Polizia locale, agli ordini del comandante Emiliano Nacar, ha intensificato i controlli contro le occupazioni abusive degli immobili comunali. Il bilancio degli ultimi tre giorni è di quattro persone denunciate all’autorità giudiziaria per occupazione illegittima di alloggi popolari. Un red alert sul fronte dell’edilizia residenziale pubblica.
QUATTRO DENUNCE, CASE DA RESTITUIRE
Gli agenti hanno accertato tentativi di occupazione che in alcuni casi sarebbero passati persino attraverso accessi dai lati esterni degli edifici. Espedienti che non sono sfuggiti ai controlli. Per i quattro cittadini coinvolti è scattato il deferimento all’Autorità giudiziaria. Ma le denunce rappresentano soltanto il primo passaggio. La vera partita si giocherà sul recupero degli immobili. I vigili urbani trasmetteranno le comunicazioni agli uffici comunali competenti per avviare le procedure di liberazione e consentire le successive assegnazioni a chi ne ha diritto. Perché il patrimonio pubblico non è una terra di nessuno. E soprattutto non può diventare terreno di conquista per chi decide di scavalcare le regole. A pagare il prezzo dell’abusivismo sono anche le famiglie che attendono legittimamente un alloggio.
LA ROAD MAP CONTRO L’ILLEGALITÀ
“L’attenzione su questo fronte resta alta”, assicura il comandante Nacar. L’obiettivo è contrastare le occupazioni illegittime e lavorare con gli uffici comunali affinché entro la fine dell’anno gli immobili liberati possano essere consegnati agli aventi diritto nel rispetto delle procedure. Una deadline ambiziosa. Il risultato dipenderà anche dalla rapidità della macchina amministrativa. Individuare un’occupazione abusiva è una cosa, restituire concretamente un alloggio alla disponibilità pubblica è un’altra. E tra i due passaggi non dovrebbero aprirsi le solite voragini burocratiche.
MOSCHEA DI SAVIGNANO, OK AL SEQUESTRO
Intanto arriva un altro sviluppo sul fronte dei controlli edilizi. La Procura ha convalidato il sequestro della moschea di Savignano nell’ambito degli accertamenti su presunti abusi edilizi e cambi di destinazione d’uso degli immobili. La convalida del sequestro naturalmente non equivale a un accertamento definitivo delle responsabilità. E il punto non è la destinazione religiosa dell’immobile ma il rispetto delle norme urbanistiche ed edilizie. Le regole devono valere per tutti. Senza privilegi. Senza discriminazioni.
BLITZ IN BORGHESE CONTRO LO SPACCIO
Il giro di vite non si ferma alle occupazioni abusive e agli illeciti edilizi. Nel programma della Polizia locale entrano anche nuovi interventi contro lo spaccio di sostanze stupefacenti. Con una novità operativa: controlli anche in borghese. Una strategia undercover per contrastare un fenomeno che incide sulla sicurezza urbana e sulla vivibilità dei quartieri. “Le attività di controllo non si fermeranno”, annuncia Nacar. Il comandante conferma la programmazione di ulteriori interventi antidroga e ribadisce la necessità di utilizzare tutti gli strumenti consentiti dalla legge contro illegalità e degrado. I caschi bianchi invitano inoltre i cittadini a collaborare attraverso segnalazioni, anche anonime, utili a individuare situazioni sospette. Un canale di partecipazione che può contribuire a rendere più efficace l’azione degli agenti.
Mario De Michele





