Un vice-ispettore della polizia penitenziaria imputato nel processo per le violenze commesse il 6 aprile 2020 ai danni di detenuti al carcere di Santa Maria Capua Vetere avrebbe avvicinato e minacciato, ricorrendo anche alla violenza, alcuni reclusi vittime dei pestaggi per indurli a rendere dichiarazioni a suo favore. È l’accusa contestata dalla procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che ha chiesto e ottenuto dal gip la sospensione del poliziotto per la durata di sei mesi per il reato di intralcio alla giustizia. L’agente non era stato raggiunto nel giugno scorso dalle 52 misure cautelari emesse dal gip di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di poliziotti e funzionari del Dap, ed essendo solamente indagato aveva continuato a lavorare nel carcere dove l’anno prima aveva preso parte alle violenze, a stretto contatto con alcuni dei detenuti che avevano denunciato i pestaggi.
Contromano
Esposto-denuncia per stalking contro chi vorrebbe mettere a tacere Italia Notizie sugli incarichi ottenuti in modo illegittimo
di Mario De Michele
Nelle ultime ore sono stato oggetto di un frenetico sciacallaggio social attuato in modo sistematico da un “giovane-vecchio” che ha...
News
Cesa, case-ufficio: “scomparsi” i permessi per 9 immobili. Guida fa propaganda, Fiorillo non prende posizione
Era l’11 luglio 2025. Poco più di 7 mesi fa. Con una nota pubblicata sul sito ufficiale del comune Enzo Guida annuncia il rilascio...












