I carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip presso il tribunale di Napoli nei confronti di 54 indagati, indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

L’ordinanza e’ stata eseguita questa mattina al termine un’articolata indagine coordinata dai magistrati della procura della Repubblica di Napoli-Direzione Distrettuale Antimafia. L’attivita’ investigativa, avviata nel giugno del 2010, condotta con l’utilizzo di intercettazioni telefoniche, ambientali e video sulle piazze di spaccio, ha permesso di documentare l’esistenza di due vasti contesti associativi, uno nella provincia di Caserta e l’altro nella provincia di Napoli.

Il gruppo di narcotrafficanti della provincia di Caserta, secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dai pm della Procura Antimafia di Napoli, era suddiviso in tre sottogruppi riconducibili alle famiglie malavitose di Raffaele Piscitelli, detto ”o’ cervinese’, di Santa Maria a Vico, Del Gaudio di Santa Maria Capua Vetere e di Clementina Barberino, ex convivente di Piscitelli, attiva prevalentemente a San Felice a Cancello. A Napoli il blitz dei carabinieri di Caserta ha riguardato Secondigliano, Miano, Scampia e il Rione Traiano. Scoperto il modus operandi del gruppo criminale casertano con l’assidua presenza di vedette e pusher nelle piazze di spaccio che per eludere eventuali intercettazioni utilizzavano un linguaggio criptico per comunicare tra loro: ”prendere un caffe”’ o ”portami una palla” veniva utilizzato per indicare l’ordine d’acquisto della droga. Particolarmente attenti i controlli anti polizia dei pusher nelle piazze di spaccio: in una occasione, infatti, gli spacciatori si sono accorti e hanno disinstallato un sistema di telecamere posizionato dalle forze dell’ordine in una piazza di spaccio.

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