Lanci di molotov, tentativi di forzare i blocchi di polizia, bandiere naziste bruciate, lacrimogeni e cariche degli agenti. Una giornata di guerriglia ha segnato la visita ad Atene della cancelliera Angela Merkel, raffigurata negli striscioni di piazza Syntagma in uniforme nazista e accolta sin dal suo arrivo con lanci di bottiglie che hanno centrato il convoglio che la portava da Samaras. La protesta nelle strade è andata avanti per ore, anche quando a una manciata di metri dalla piazza in fiamme Frau Merkel assicurava al premier greco l’appoggio della Germania.
“La Grecia ha fatto molti passi avanti ma molto resta ancora da fare – ha detto la cancelliera -. Non sono qui per dare voti come una maestra ma per sostenere un programma molto difficile”. Rassicurazioni, certo, ma poco altro, se si escludono due progetti europei da 30 milioni di euro destinati ad Atene. Fuori, intanto, un gruppo di manifestanti tentava di forzare il blocco della polizia per raggiungere il Parlamento, mentre a pochi passi la rabbia esplodeva con lanci di molotov e scontri con la polizia. “Il popolo greco sta sanguinando, ma sono risoluto ad andare avanti nel nostro programma – ha assicurato in conferenza stampa Samaras -. Metteremo in atto misure che avremmo dovuto adottare molto tempo fa”. E ancora: la “Grecia ha voltato pagina e la sua immagine sulla stampa internazionale è migliorata in modo impressionante, la nostra dignità è aumentata e la visita della signora Merkel lo dimostra: la Grecia uscirà dalla crisi più forte”. In piazza però oltre 50mila persone erano pronte a giurare il contrario: che la Grecia non ce la fa più (“Abbiamo quasi esaurito la nostra capacità di resistenza”, ha avvertito anche il presidente della Repubblica Karolos Papoulias) e altre misure di austerità la porteranno al baratro. E gli scontri sono iniziati quasi subito: un gruppo di manifestanti incappucciati ha cominciato a lanciare molotov e petardi contro i poliziotti schierati a protezione del parlamento, con gli agenti che hanno caricato i dimostranti, disperdendoli. Alla fine 150 persone sono state arrestate o fermate. Ma la politica e la piazza hanno camminato su due piani diversi. Al termine dell’incontro con la cancelliera, il governo greco ha espresso infatti la propria “soddisfazione” perché, secondo Atene, “il problema greco è ormai un unico pacchetto”: le nuove misure di austerità, la richiesta di Atene di ottenere una proroga di due anni per risanare i propri conti e l’ultima trance di aiuti da 31,5 miliardi di euro saranno affrontati tutti insieme a livello europeo. Una buona notizia per Samaras, arrivata però proprio mentre da New York il report dell’Fmi sul monitoraggio fiscale assicurava che la Grecia non centrerà l’obiettivo di riduzione del debito a cinque anni, alla base dell’accordo di salvataggio. Più morbida, e in linea con le parole della Merkel, la valutazione del presidente della Bce Mario Draghi: la Grecia ha fatto “progressi visibili e significativi” nel processo di riforme ma deve “fare di più”. E comunque, è la convinzione del capo dell’Eurotower così come di Berlino, per dare una “valutazione finale” bisogna “aspettare il rapporto della Troika”.












