Il conferimento illecito delle consulenze esterne, le spese inutili, la gestione del patrimonio pubblico (con in primo piano la vicenda Romeo, relativa al patrimonio comunale di Napoli, con un danno valutato in 104 milioni di euro). E ancora gli sprechi nel settore della Sanità, il dissesto degli enti locali,

il fenomeno dei falsi invalidi, la distribuzione “di prebende a pioggia di salario accessorio”, la mancata riscossione dei tributi, per finire ai casi di corruzione. Sono i punti di criticità sui quali si è concentrato l’intervento della Corte dei Conti in Campania. Lo ha sottolineato, nel corso dell’incontro con i giornalisti in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, il procuratore regionale della Corte dei Conti Tommaso Cottone che ha tracciato un bilancio dell’attività del 2011. Un anno in cui sono state pronunciate condanne per circa 25 milioni di euro mentre le somme contestate con i soli atti di citazione ammontano a circa 137 milioni. Una attività che colloca la procura campana al primo posto d’Italia sotto l’aspetto della produttività. Il magistrato, a proposito dei finanziamenti pubblici, ha sottolineato come l’intensificazione dei controlli, ha fatto sì che oggi “appare meno forte la quasi certezza di impunita”. Cottone ha fatto riferimento a “conduzioni amministrative che richiedono profonde riconversioni sul piano culturale ancor prima che su quello amministrativo e della modifica legislativa”. Ha affermato tuttavia che si sono registrati anche esempi di una “decisa inversione di tendenza”, riferendosi alle politiche di controlli attuate dall’inps e dalle economie sulla Sanità da parte della Asl di Salerno, che hanno portato a notevoli risparmi. “Con il rafforzamento dei sistemi di controllo, non solo l’opera di risanamento è possibile, ma è meno lontana di quanto si creda”. Cottone ha poi ricordato gli interventi più significativi. Questi, in sintesi: la sanzione nei confronti dei componenti della Giunta regionale che autorizzarono l’attivazione del mutuo destinato alla copertura di spese non di investimento inserite nel bilancio 2007 e 2006; citazione a carico della Regione e del ministero del lavoro per indebito utilizzo di 1,8 milioni di euro di fondi comunitari in materia di formazione professionale per il cosiddetto progetto Isola, attuato da precedenti amministrazioni regionali; l’invito a dedurre relativo a un danno di 12 milioni alla provincia di Caserta per i finanziamenti all’Acms, società di trasporto pubblico; un danno di circa 362mila euro accertato alle finanze del comune di Sarno per la indebita liquidazione di quote di salario accessorio; citazione in giudizio per i corsi fantasma alla Sovrintendenza archeologica di Pompei; atto di citazione per un danno da 104 milioni di euro per la gestione del patrimonio del comune di Napoli (il cosiddetto caso Romeo”; la condanna per gli amministratori del Comune di Benevento per l’illecito ricorso al condono riguardante la riscossione dei canoni di acque reflue; la questione del cosiddetto Ospedale del Mare, con un danno di circa 26 milioni di euro che vede chiamati in causa la società concessionaria, nonché un ex assessore e dirigenti regionali.

 

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