NAPOLI – Un giovane ritenuto affiliato al gruppo camorristico napoletano “Petriccione-Magnetti”, al momento contiguo al clan dei “Di Lauro”, attivo nel quartiere Secondigliano della città, è stato fermato dai carabinieri di Napoli in esecuzione di un decreto emesso oggi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

Il giovane è accusato di tentato omicidio di carabinieri, aggravato dall’avere agito per favorire le attività di un clan. Secondo gli inquirenti, infatti, sarebbe stato proprio Giannino Virginio, 19 anni, a sparare due colpi d’arma da fuoco contro i militari del nucleo radiomobile, lo scorso 5 luglio, per coprirsi la fuga. Proiettili che, per fortuna, non raggiunsero gli obiettivi. Quella stessa notte era giunto al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli un 16enne di Secondigliano, già noto alle forze dell’ordine, al quale i sanitari medicarono una ferita d’arma da fuoco al gluteo sinistro, giudicata guaribile in dieci giorni. Il minorenne dichiarò di essere stato ferito mentre camminava nei pressi della “vela celeste” di via Labriola da quattro sconosciuti che, senza motivo, gli esplosero contro alcuni colpi d’arma da fuoco per poi darsi alla fuga. Durante i controlli effettuati nella zona del ferimento, i militari notarono sei persone, quattro in sella a due scooter e due a bordo di un’auto, che alla vista dei carabinieri invertirono repentinamente il senso di marcia tentando una fuga. Raggiunti dopo un breve inseguimento, il conducente di uno degli scooter e quello dell’auto si misero di traverso sulla strada per impedire il passaggio dei mezzi dell’Arma. Poi proseguirono la fuga, tre a piedi e gli altri tre sull’altro scooter, sparando due colpi d’arma da fuoco contro i militari e facendo così perdere le tracce. Nell’auto abbandonata furono trovati un fucile mitragliatore kalashnikov calibro 7,62 con 29 cartucce nel caricatore e colpo in canna e una pistola calibro 7,65 con 10 cartucce nel caricatore e una in canna (la pistola è poi risultata rubata il 7 giugno a un vigilante durante una rapina in banca a Soccavo). Nei pressi di uno scooter abbandonato, venne anche trovata una pistola calibro 9 con matricola cancellata e 5 cartucce nel caricatore. Dopo le formalità di rito Giannino è stato chiuso nella casa circondariale napoletana di Poggioreale.

 

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