CASERTA – Petardi, striscioni e cori contro Lega Nord e un governo che non vuole risolvere la questione lavoro nel mezzogiorno d’Italia. E’ andata così la mattinata dei metalmeccanici della Firema S.p.a. di Caserta,

società specializzata nella produzione di vagoni ad alto valore tecnologico. Una protesta che ha portato un centinaio di lavoratori dei cinquecento dello stabilimento a bloccare centro cittadino, Reggia di Caserta e stazione ferroviaria. Tornano a manifestare dopo l’imponente sfilata di protesta di circa due settimane fa e lo fanno dopo l’ennesimo tavolo di trattativa andato a vuoto. E’ durato infatti pochi minuti l’incontro, nella stanza del prefetto, fra rappresentanti sindacali e quelli delle istituzioni. Un incontro andato praticamente “deserto”, spiega Massimiliano Guglielmi, segretario della Fiom Cgil, con la “Petrenga, che ha convocato il tavolo, che ha parlato per tre minuti e con Vetrella che non si è presentato proprio”.

 

Alla notizia è esplosa la rabbia degli operai che hanno deciso di correre verso il monumento vanvitelliano e, sotto gli occhi increduli dei turisti che scattavano foto, hanno bloccato l’ingresso, lasciando alle loro spalle una scia di allarmi in funzione e puzzo di zolfo. “Non sappiamo più che dire ai lavoratori – commenta Nicodemo Lanzetta, segretario provinciale della Fim Cisl –. Non riusciamo ad incontrare chi dovrebbe darci delle risposte. Ovviamente continueremo ad esserci in ogni incontro, a partire da domani, ma a questo punto sembra difficile poter risolvere la questione Firema”.

L’accusa è a Sergio Vetrella, definito “assessore dormiente” dalla segretaria campana della Cisl Lina Lucci, che ha trovato in Vetrella l’unico colpevole di tutti i mali dei trasporti pubblici della regione. Finito l’assedio ai cancelli della Reggia la rabbia degli operai ha traslocato nelle dirimpettaia stazione ferroviaria. Un’oretta di occupazione dei binari sufficiente a mandare in tilt un sistema già messo in ginocchio dal concomitante sciopero dei trasporti pubblici.

Con l’ingresso in scena dei celerini è stato il momento del ripiegamento verso lo stabilimento, in località Ponteselice, in attesa di un nuovo incontro, questa volta a palazzo Santa Lucia, dove i sindacalisti, come sottolinea Guglielmi,  “sperano di trovare qualcuno con cui parlare di soldi, perché non ne possiamo più delle promesse”.

Una riunione, gridano i lavoratori in piazza, che dovrà sancire lo smarco dalla Lega Nord, rea di aver occupato i posti che contano nelle istituzioni economiche e aver avviato l’assassinio dell’Ansaldo, azienda che fra l’altro ha sospeso le forniture di materiali per l’assemblaggio dei vagoni targati Firema. “Una decisione politica è stata presa – aveva tuonato nelle scorse settimane Lanzetta – ed è quella di svuotare un’azienda ancora produttiva per favorire quelle care al Carroccio. Annientare un’azienda non decotta per aiutare il localismo della Lega”.

Ernesto Volla

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