L’attenzione dell’ex ministro ai Beni Culturali, Massimo Bray, nei confronti del patrimonio di Terra di Lavoro si conferma alta. Il ‘salvatore’ di Carditello questo pomeriggio ha pubblicato un appello per salvare dall’alienazione il complesso della Maddalena di Aversa che l’Asl sarebbe pronta a vendere.
Ecco il testo pubblicato da Bray:
La Reale Casa de’ Matti di Aversa, conosciuto come il Complesso della Maddalena e in grave stato di degrado, fu uno dei primi manicomi in Italia, istituito nel 1813 da Gioacchino Murat, allora re di Napoli.
Si sviluppa su un’area di 170.000 metri quadrati, che comprende giardini un tempo magnifici e la piccola chiesa della Maddalena, che faceva parte del complesso fin dalla sua più antica fondazione, nel 1269, quando Carlo I d’Angiò volle costruire un convento per l’Ordine ospedaliero dei cavalieri di San Giovanni.
Oggi la Maddalena potrebbe finire in mani private, dopo che l’ASL di Aversa, che ne è proprietaria, ha pubblicato un bando di vendita, a fine luglio e con scadenza in settembre.
Un gruppo di architetti e di cittadini attivi si è rivolto alla Soprintendenza#Mibact perché sia posto un vincolo sulla destinazione dell’intero complesso, così importante per la storia dell’architettura e della medicina, e si rivolge a tutti noi perché la comunità aversana, campana e italiana ne possa riconoscere lo straordinario potenziale sociale e culturale.
Il bando per l’assegnazione è disponibile qui: http://tinyurl.com/mzwnucy. Dobbiamo fare di tutto perché il complesso della Maddalena sia tutelato e valorizzato