FOTO Cesa, festa dei nonni al Parco della Legalità: affidamento al palo, check-in per i biglietti e la solita sosta selvaggia

Una festa per i nonni e un bel po’ di domande per il Comune. È il bilancio della serata di ieri al Parco della Legalità. Un nome impegnativo, quello della struttura. Perché la legalità dovrebbe essere qualcosa di più di una scritta all’ingresso, buona per inaugurazioni, foto e post sui social. Dovrebbe significare, banalmente, rispetto delle regole. E sulla manifestazione di ieri qualche interrogativo c’è. Partiamo dagli organizzatori: la scuola paritaria Kidville. I titolari dell’istituto, strenui sostenitori del sindaco Enzo Guida, sono gli stessi che si sono aggiudicati l’appalto per la gestione dell’area di oltre 8mila mq, costata 1.350.000 euro di soldi pubblici. L’apertura telematica delle buste risale allo scorso aprile, a giugno è stato completato l’iter burocratico. Da allora sono trascorsi oltre tre mesi ma il Comune non ha ancora affidato l’area ai vincitori della gara. Perché non si è proceduto al passaggio di consegne? Le voci si rincorrono. C’è chi parla di un presunto ripensamento dei privati rispetto agli oneri della gestione e chi sostiene che alcune promesse, diciamo così, pseudo-politiche non sarebbero state mantenute.

Festa dei nonni al Parco della Legalità

APPALTO SÌ, AFFIDAMENTO NO
Il chiacchiericcio lascia il tempo che trova. Il dato concreto è che dal maggio scorso, quando il parco fu aperto al pubblico – guarda caso in piena campagna elettorale – funzionamento e custodia sono rimasti in capo all’amministrazione comunale. E i risultati non sono proprio da copertina. La struttura comprende anche un Parco Avventura che in diverse occasioni si è rivelato pericoloso, soprattutto per i ragazzi che, senza alcuna misura di sicurezza, raggiungevano anche i livelli più alti del percorso a ostacoli. Tanto che il Comune è stato costretto a recintare l’area. Recinzioni, peraltro, superabili con un salto. Più che una barriera, insomma, un piccolo test di atletica leggera (foto in basso). I pochi controlli hanno lasciato spazio anche a fenomeni di bullismo, sfociati in alcuni casi in comportamenti violenti. Secondo quanto ci è stato riferito, recentemente un genitore esasperato avrebbe reagito aggredendo fisicamente un adolescente. Di questo passo il Parco della Legalità rischia di trasformarsi nel Parco dell’Illegalità. Almeno il nome sarebbe più aderente alla realtà.

Check-in per esibire i biglietti

IL MISTERO DEL “CHECK-IN”
E rieccoci alla “Festa dei nonni”. Attraverso un tam-tam sui social si era diffusa la voce che l’ingresso fosse riservato soltanto agli alunni della Kidville e alle loro famiglie. Informati della vicenda, siamo andati a verificare di persona. Il parco era aperto a tutti. Appena entrati, però, ci siamo imbattuti in un curioso “check-in”, presidiato da alcune ragazze con le maglie della Kidville. Una di loro ci ha spiegato che serviva a ritirare il biglietto consegnato dalla scuola ai bambini come invito per i nonni. Poco dopo sono arrivati i titolari dell’istituto, che hanno smentito qualsiasi limitazione all’ingresso (foto in basso).

Parco nell’incuria

DAL “CHECK-IN” ALLE ERBACCE
Il “check-in”, ci hanno spiegato, era una trovata giocosa per trasformare la serata in una sorta di viaggio. E infatti accanto campeggiava la sagoma di un aereo. Nessuna dogana, dunque: ingresso libero. E non poteva essere diversamente, trattandosi di un’area pubblica. Sarebbe stato come impedire ai cittadini di entrare in piazza. Pardon, a Cesa l’esempio non è dei più felici, visto come è combinata da oltre cinque mesi piazza De Michele. Non che il parco se la passi molto meglio. Oltre alle già citate recinzioni formato “salto della quaglia”, la cura del verde lascia parecchio a desiderare. Erbacce alte, e non certo spuntate ieri mattina. Evidentemente anche loro hanno trovato nel Parco della Legalità terreno fertile (foto in basso).

Auto parcheggiate ovunque

LA CONSUETA SOSTA SELVAGGIA
Se all’interno del Parco spuntano erbacce e dubbi sulla gestione, all’esterno fioriscono come sempre i problemi di viabilità. Mentre dentro si festeggiavano i nonni infatti fuori andava in scena la più tradizionale “Festa della sosta selvaggia”. Auto sui marciapiedi, in divieto e infilate in ogni pertugio disponibile. A provare a mettere ordine un solo vigile urbano, chiamato all’impresa di presidiare via Berlinguer e le traverse circostanti. Più che un servizio di viabilità, una missione impossibile. Il casco bianco ha sudato sette camicie, ma non aveva ancora ricevuto in dotazione il dono dell’ubiquità. E così, appena si liberava un “buco”, partiva l’assalto. Marciapiede o divieto di sosta? Sottigliezze. L’importante era parcheggiare (foto in basso).

Parco Avventura senza controlli

LEGALITÀ O SCENOGRAFIA?
Posto che la manifestazione fosse stata regolarmente autorizzata e considerato il prevedibile afflusso di persone e auto, resta da capire perché il Comune non abbia predisposto un presidio più consistente della Polizia municipale. E non soltanto per la viabilità. Con tanta gente all’interno del parco, sarebbe bastato un qualsiasi imprevisto per mettere in seria difficoltà l’unico agente presente all’esterno. Il problema non è la “Festa dei nonni”. Ben vengano feste, bambini, nonni e momenti di aggregazione. Il problema è chiamare un posto Parco della Legalità e poi dimenticare che la legalità non è una targa da appendere all’ingresso. È organizzazione, sicurezza, controlli e rispetto delle regole. Ed è anche fare chiarezza sulla mancata consegna della struttura ai vincitori della gara. Tutto il resto è scenografia. E per quella, almeno ieri sera, c’erano già il check-in e l’aereo.

Mario De Michele

LA FOTOGALLERY DELLA SERATA

 

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