La scuola non può essere ridotta a una questione di numeri, plessi e accorpamenti. Dietro ogni scelta ci sono studenti, famiglie, docenti e territori. È con questa impostazione che la Provincia di Caserta sta portando avanti il percorso sul dimensionamento scolastico per l’anno 2027/2028. Nel pomeriggio di ieri si è tenuto il secondo tavolo di concertazione in Provincia, al quale ha preso parte Giovanni Innocenti, consigliere provinciale delegato alla Pubblica istruzione e all’Edilizia scolastica, al fianco del presidente della Provincia Anacleto Colombiano.

Un nuovo passaggio di un percorso delicato, che chiama le istituzioni a trovare un punto di equilibrio tra le esigenze organizzative e la necessità di salvaguardare le diverse realtà scolastiche del territorio. Al tavolo si sono confrontati organizzazioni sindacali, uffici provinciali, rappresentanti della Regione e dell’Ufficio Scolastico. Sul piatto le istanze provenienti dalle comunità locali, con l’obiettivo di arrivare a una proposta unitaria.

“Un confronto importante – sottolinea Innocenti – per approfondire le istanze del territorio e arrivare a una proposta quanto più possibile condivisa”. Il presidente del Consiglio comunale di Aversa ha poi rimarcato il ruolo svolto da Colombiano: “Lo ringrazio per l’attenzione e la sensibilità che continua a dedicare al mondo della scuola e per il sostegno costante al lavoro che stiamo portando avanti”. Insomma, l’intesa istituzionale e operativa tra i due si conferma ancora una volta un filo conduttore solido e duraturo.

La parola d’ordine resta concertazione. Perché ridisegnare la geografia scolastica della provincia significa intervenire su equilibri che incidono direttamente sulla vita delle comunità. E proprio per questo, prima delle decisioni, viene il confronto. “Continuiamo a lavorare con ascolto e concretezza – conclude Innocenti – mettendo al centro le esigenze delle nostre comunità scolastiche”.
Un percorso ancora aperto, dunque, nel quale la Provincia punta a tenere insieme razionalizzazione e tutela dei territori. Perché il dimensionamento si costruisce sulle carte, ma i suoi effetti si misurano ogni mattina, quando si aprono le porte delle scuole.
Mario De Michele





