A Trentola Ducenta il tempo passa. Le proroghe restano. E la gara per il servizio di nettezza urbana continua a essere un appuntamento con il futuro. Rigorosamente rinviato. Almeno secondo Michele Griffo, consigliere comunale di opposizione ed ex sindaco, che torna all’attacco sulla gestione dei rifiuti. Un appalto scaduto il 30 settembre 2022 e una nuova gara da 9,7 milioni di euro per cinque anni, avviata soltanto lo scorso 8 ottobre. Nel mezzo, una lunga sequenza di provvedimenti, incarichi professionali e interrogativi rimasti senza risposta. Un déjà-vu amministrativo che l’ex primo cittadino racconta in un post su Fb dai toni tutt’altro che diplomatici. Nel mirino soprattutto il segretario comunale, accusato da Griffo di aver tentato soltanto adesso di rimettere ordine in una situazione denunciata ripetutamente.

L’ex sindaco richiama almeno sette segnalazioni e contestazioni, oltre a determinazioni e pronunciamenti di ANAC e Consiglio di Stato che ritiene pertinenti alla vicenda. La sua tesi è netta: le proroghe sarebbero illegittime e potrebbero avere conseguenze anche sul piano erariale. “Inutile chiudere la stalla quando i buoi sono scappati”, scrive Griffo. Poi affonda il colpo: il segretario, già responsabile del servizio finanziario, avrebbe avuto conoscenza delle proroghe anche attraverso i mandati di pagamento alla ditta affidataria. Una contestazione precisa che merita una risposta altrettanto precisa. Perché gli interrogativi amministrativi non si cancellano con il silenzio. La determina 850 dell’8 ottobre 2026 indice finalmente la gara quinquennale per circa 9,7 milioni. L’ex sindaco ricorda però che una procedura era già stata avviata con la determina 830 del settembre 2022. Il giorno successivo, con la determina 831, veniva affidato al dottor D’Avino un incarico da 6mila euro per il supporto al RUP e la predisposizione del piano industriale. Ma la gara non si sarebbe poi svolta.
Nel febbraio 2025 arriva un secondo incarico di supporto al RUP, questa volta all’ingegnere Nicola Massimo, per mille euro. Il nuovo progetto avrebbe portato il costo quinquennale del servizio a circa 9,7 milioni, vale a dire due milioni in più rispetto alla precedente elaborazione. Da qui la domanda dell’ex sindaco: perché ripartire con ulteriori atti e un nuovo supporto tecnico? E soprattutto perché attendere il 2026, se la stazione appaltante aveva comunicato la propria disponibilità già il 3 aprile 2025? Per Griffo il rinvio avrebbe una spiegazione politica: le elezioni amministrative del 2026. Una coincidenza temporale che solleva interrogativi. Sarebbe opportuno rispondere con gli atti. Non con imbarazzanti “no comment”.

C’è poi il capitolo più delicato. Il personale. L’ex sindaco ricorda che la dotazione originaria sarebbe stata di 15 operatori, mentre la delibera di giunta 69 del giugno 2023 ne prevedeva almeno 21. In alcuni periodi, sostiene, sarebbero arrivati addirittura a 27. Griffo chiede conto delle assunzioni, delle sostituzioni dei dipendenti pensionati o deceduti e del rispetto della legge regionale 14/2016. E afferma che alcuni operatori sarebbero stati licenziati per non aver votato Apicella. Nel suo intervento trova spazio anche la determina 256 del marzo 2022, relativa alla cessione di un ramo d’azienda e al subentro di un’altra impresa nel servizio. Griffo ne contesta la legittimità richiamando il divieto di cessione previsto, a suo dire, dal capitolato. Ricorda inoltre l’ordinanza sindacale 103 del dicembre 2022 e chiama in causa l’assessore all’Ambiente Di Guida, del quale mette in discussione i proclami sul ripristino della legalità.

Voilà. Il problema è tutto qui. Determine, date, importi e organici. Numeri che parlano. E che, a differenza della politica, non possono cambiare versione a seconda della convenienza. Il consigliere di opposizione annuncia infine nuove contestazioni sulle proroghe della raccolta differenziata, richiamando le determine 222 e 566 del 2025 e la 784 dell’11 settembre 2026. Nel mirino anche la vicenda Over Line. Non manca un’ultima stoccata al segretario comunale sul presunto rimborso per trasferte liquidato con un provvedimento anteriore ad alcune delle date indicate.
L’ex sindaco chiude ricordando che non spetta a lui emettere sentenze. In claris non fit interpretatio: dove gli atti sono chiari, le spiegazioni dovrebbero esserlo altrettanto. Per ora Griffo pone domande, formula accuse e indica documenti. Al Comune il compito di chiarire le scelte compiute. Una gara può anche arrivare con quattro anni di ritardo. Ma le risposte non dovrebbero avere bisogno dell’ennesima proroga.
Mario De Michele





