Si devono dimettere seduta stante e in rigoroso ordine di “colpevolezza”: il sindaco di Cesa Enzo Guida, il suo vice Giusy Guarino, il caposettore dell’area Amministrativa Generoso Marrandino, il segretario comunale Rosa Morrone, in qualità di responsabile dell’Anticorruzione. Assume contorni sempre più delineati e inquietanti lo scandalo sollevato da Campania Notizie sull’organizzazione e la gestione del centro estivo promosso dalla giunta municipale. L’iter burocratico inizia il 3 luglio 2020. Generoso Marrandino adotta la determina numero 450 con ad oggetto: “Voucher a famiglie come contributo per la copertura del costo di frequenza dei centri estivi e per individuazione i 50 ragazzi 7/14 anni per partecipazione centro estivo presso l’ex casa del custode- scuola elementare” (link in basso). La procedura è illegittima dalla testa ai piedi. In barba alla normativa vigente il responsabile dell’area Amministrativa dispone l’affidamento diretto del progetto alla cooperativa sociale “Eco”. Marrandino con la massima scioltezza bypassa la piattaforma Mepa, dimenticando(?) che dal gennaio 2019 è obbligatorio per legge aggiudicare appalti di questo tipo tramite il Mercato elettronico della pubblica amministrazione. “Vista la proposta progettuale – si legge nella determina n. 450 -, all’uopo presentata da Eco Società Cooperativa sociale onlus, acquisita al protocollo generale dell’ente in data 02/07/2020 al n. 5061, considerato che Eco è una società cooperativa sociale onlus di rinomata professionalità e serietà (sic!, ndr) e soprattutto che il prezzo praticato risulta essere congruo (come fa a sostenerlo se non ha consultato altri coop?, ndr), determina di approvare ed accettare la proposta presentata dalla Eco, il tutto per l’importo di euro 20.860”. MARRANDINO APRE E CHIUDE IL PROCEDIMENTO IN UN BALENO E IL SEGRETARIO COMUNALE DORME – Prestate attenzione alle date. Il 2 luglio 2020 la coop Eco presenta il progetto al protocollo comunale. Con la velocità di Flash il giorno successivo (3 luglio) il caposettore dell’area Amministrativa Marrandino, senza procedere ad alcuna indagine di mercato, affida l’appalto direttamente alla Eco. Perché tanta fretta? E perché non ha effettuato un’indagine di mercato tramite Mepa che avrebbe consentito di risparmiare soldi pubblici? L’affidamento doveva essere dato in base all’offerta economicamente più vantaggiosa per l’ente. Invece Marrandino ha aggirato la normativa per una non meglio precisata “urgenza”. Forse non ha provveduto in tempo e con un iter regolare perché non sapeva ancora se nel 2020 arrivava l’estate? Come si dice: “Non ci sono più le mezze stagioni!”. Evidentemente il responsabile dell’area Amministrativa, nell’adozione degli atti pubblici, si rifà ai motti popolari, non alle leggi. Qual era l’urgenza? Che arrivava l’estate lo si sapeva dall’inverno precedente. Funziona così dalla notte dei tempi. Perché quindi seguire una procedura lampo in violazione delle normative vigenti? Peraltro anche il pagamento alla Eco avviene in un battito di ciglia. Nemmeno il tempo di completare il progetto che la coop viene liquidata (link in basso). Spetterà alle autorità competenti dare le giuste risposte. Che, inutile illudersi, prima o poi arriveranno. Anche perché l’affidamento alla Eco avviene in base al preventivo presentato dalla coop e non, come detto, tramite un’indagine di mercato. Come faceva la cooperativa a conoscere il progetto del Comune di Cesa? È stata informata da qualcuno dell’amministrazione?

Giusy Guarino

I LEGAMI CON LA CAMORRA E IL CONFLITTO D’INTERESSI DELL’ASSESSORE GUARINO – Fatto sta che la coop Eco al momento dell’ottenimento dell’incarico era presieduta da Sofia Flauto (in basso la visura camerale). La titolare della società cooperativa è finita nei mesi scorsi nel mirino della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Il 9 dicembre 2021 è stata attinta da un decreto di perquisizione personale e del materiale informatico con l’accusa di concussione, turbativa d’asta, corruzione e per 416 bis primo comma, che prevede “l’aumento di pena quando la condotta tipica sia consumata al fine di agevolare le associazioni mafiose, abbia natura oggettiva concernendo le modalità dell’azione, ovvero abbia natura soggettiva concernendo la direzione della volontà”. Sotto accusa ben 20 persone, tra colletti bianchi ed esponenti di spicco della cosca, tra cui il superboss Michele Zagaria e Nicola Schiavone, figlio di Francesco Schiavone “Sandokan” (in basso stralci del decreto di perquisizione). Secondo i pm Antonello Ardituro, Simona Belluccio e Vincenzo Ranieri, coordinati dal procuratore aggiunto Rosa Volpe, l’associazione a delinquere ha creato un vero e proprio “sistema” per il “controllo delle attività economiche anche attraverso la gestione monopolistica del Terzo settore finalizzato all’acquisizione di appalti e servizi pubblici in particolare sul territorio delle province di Caserta e Napoli”. Chi è Sofia Flauto? Un colletto bianco in stretto rapporto con politici e dirigenti della Regione Campania e degli enti locali. Fino al dicembre 2020 ha ricoperto la carica di presidente del cda della “Eco cooperativa sociale onlus”. Poi si è dimessa per far posto a Valeria Nigido, figlia di Maria Elena Cortese, responsabile del servizio civile presso Palazzo Santa Lucia (visura camerale in basso). Pur volendo indossare l’abito dello scemo e dando per possibile l’ipotesi che Generoso Marrandino abbia commesso una serie di gravi errori in buona fede, siamo tenuti a segnalare un’altra strana coincidenza. La Flauto è presidente del cda anche della Eris cooperativa sociale onlus (visura camerale in basso). Con la Eris ha lavorato Giusy Guarino, vicesindaco di Cesa e assessore delegato alla 328/2000, legge che regolamenta gli appalti del Terzo settore. Tra il 2018 e il 2020 il vicesindaco Guarino è stato inquadrato a tempo determinato a 36 ore settimanali nell’organico della Eris della Flauto. Nel maggio 2015 ha avuto per la prima volta il ruolo di assessore alla 328 del Comune di Cesa, eletta nella lista Primavera Cesana. Incarico che ricopre tuttora, sempre con la giunta targata Guida, dopo la vittoria alle comunali del settembre 2020 del raggruppamento Nuova Primavera Cesana. Beh, già questo basterebbe per pretendere dall’assessore Guarino le dimissioni ad horas. Veniamo al segretario comunale Rosa Morrone. Non le sfuggerà, visto che prende un’integrazione salariare per svolgere questo compito, che è delegata all’Anticorruzione. Eh! Non ha notato proprio nulla di irregolare nella determina firmata da Marrandino? Tipo, ci viene in mente al volto, la configurazione di un conflitto di interessi. La Morrone non si è accorta nemmeno che il giorno prima è pervenuto il preventivo e già il giorno seguente è stato affidato l’incarico di ben 20.860 euro? Se il segretario comunale non svolge alcun controllo sugli atti amministrativi che senso ha averne uno e pagarlo profumatamente inclusa l’integrazione per il suo ruolo anticorruzione? In un paese “normale”, un minuto dopo le dimissioni di Generoso Marrandino che sul piano burocratico è il primo colpevole, anche Rosa Morrone farebbe le valigie.

IL PRIMO CITTADINO NON POTEVA NON SAPERE, TUTTO PASSA PER LE SUE MANI – Dulcis in fundo c’è l’ineffabile sindaco del Pd Enzo Guida. Qui dobbiamo aprire una parentesi. L’avvocato penalista, condannato recentemente a 2 anni di reclusione per stalking ai danni dell’ex moglie (e nemmeno gli è passato per la testa di dimettersi), non è un primo cittadino come tanti altri. Sul piano amministrativo non si muove una foglia se non c’è il suo via libera. Più che un sindaco dem potrebbe essere il leader indiscusso del partito antidemocratico. Comanda lui. E basta. O si fa come dice lui o non se ne fa nulla. Non è un Putin, perché non sarebbe all’altezza, ma gli piacerebbe tanto esserlo. Perché sottolineiamo questo aspetto? Perché nel bene e nel male tutto ciò che decide la maggioranza consiliare è nella potestà di Guida. Che, sia chiaro, ha raggiunto anche importanti obiettivi. Ma così come tutte le cose “buone” sono merito suo (lui stesso monopolizza la comunicazione dell’amministrazione rimarcando solo le cose positive, ci sta), è altrettanto irrefutabile che anche dietro le cose “negative” c’è sempre il suo zampino. Senza il placet di Guida una coop, la Eco, con la quale ha lavorato il suo fidato vicesindaco Guarino non avrebbe mai messo piede a Cesa. Su questo non ci piove. Così come è impossibile che il sindaco “non potesse non sapere”. Lui sa sempre tutto. E dunque? Semplice. Di fronte a uno scandalo di queste proporzioni il primo a gettare la spugna dovrebbe essere proprio Enzo Guida. Capo indiscusso dell’amministrazione. Deus ex machina di tutto. Padre, figlio e Spirito santo. Insomma, Nerone al suo cospetto era un imperatore dalle ampie vedute. E qui sorge il tema degli oneri e degli onori. Se il sindaco di Cesa sa sempre tutto ne discende, per logica aristotelica, che la determina horror adottata da Generoso Marrandino non è potuta non passare al vaglio di Guida. Lasciamo perdere la Bassanini che contempla la separazione tra la gestione politica (che spetta agli amministratori) e quella burocratica (che è in capo ai funzionari). Lo si sa, al Comune di Cesa non vola una mosca senza il preventivo permesso del sindaco. Nel caso della Eco altro che mosca. Si è sollevato un alveare. Neppure il più ingenuo al mondo crederebbe che il primo cittadino non si sia accorto di nulla. Conclusione. Enzo Guida è il massimo responsabile politico di uno scandaloso affidamento di un appalto di oltre 20mila euro a una coop in odore di camorra. E dovrebbe essere il primo a chiedere scusa ai cittadini e a togliere il disturbo. Questo in un paese “normale”. E in un paese “normale” se il sindaco è attaccato alla poltrona ci pensano i partiti a uscire dall’impasse. Ma purtroppo anche il Pd locale si è ridotto a costola incrinata del primo cittadino. Per non parlare degli assessori e dei consiglieri di maggioranza tutti coperti, allineati e terrorizzati. Ragion per cui il regno di Enzo Guida è destinato a durare finché non si attiveranno gli organismi competenti. Succederà? Prima o poi sì. E come canta De André, che sembra rivolgersi ai “servitori” del sindaco-sovrano, “per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti”.

Mario De Michele
(continua…)

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LA VISURA CAMERALE DELLA COOP ERIS DI SOFIA FLAUTO

STRALCI DEL DECRETO DI PERQUISIZIONE DELLA DDA DI NAPOLI


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