Anche per uno come Giuseppe Fiorillo, noto per la sua incrollabile pazienza, mettere mano alla variante al Puc in piena campagna elettorale è indecente e inaccettabile. Ha fatto strabuzzare gli occhi a tutti il blitz del sindaco uscente Enzo Guida e del delegato all’Urbanistica Mimmo Mangiacapra a pochi mesi dalle comunali del 24 e 25 maggio. Un colpo di coda che da un lato conferma il timore della fascia tricolore in carica di perdere la sfida con Cesa in Comune, capitanata dallo stimato medico, dall’altro è la riproposizione di una brutta storia già vista, usare le leve dello strumento urbanistico per fare incetta di voti.

Enzo Guida

Stavolta il “sistema” Guida è ancora più infido. La variante al Puc serve per dare agli elettori una scarpa prima delle elezioni e l’altra dopo l’esito delle urne. In perfetto stile dell’armatore-politico Achille Lauro. Un metodo che lo condusse alla guida del comune di Napoli negli anni ’70. A mezzo secolo di distanza il “sistema” Lauro torna alla ribalta a Cesa. Se allora in cambio dei voti veniva regalato un paio di scarpe, oggi in ballo ci sono appezzamenti di terreno che tramite la variante al Puc potrebbero acquistare un maggiore e significativo valore di mercato, con incontenibile gioia soprattutto dei soliti imprenditori del cemento.

Giuseppe Fiorillo

E poiché il veleno sta nella coda, in “cauda venenum”, per citare i latini, ieri Fiorillo ha pubblicato una storia sul suo profilo Facebook che con poche parole ha smascherato l’obiettivo di Guida e della sua maggioranza. “Una proposta di variante al PUC (Piano Urbanistico Comunale) in campagna elettorale è ricatto? O attrazione elettorale?”, ha scritto il candidato sindaco di Cesa in Comune (foto in basso). Altrettanto esplicito l’accompagnamento musicale. La parte iniziale di un celebre brano di Franco Battiato: “Povera patria, schiacciata dagli abusi del potere”.

Se sul piano amministrativo mettere mano al Puc in campagna elettorale non è un abuso di potere, sotto il profilo politico la scelta di Guida e company è sicuramente un atto scorretto e inqualificabile, unico nel panorama degli enti locali italiani. La pianificazione del territorio rappresenta uno degli aspetti fondamentali per le amministrazioni comunali. Gli indirizzi urbanistici vanno studiati, elaborati e condivisi con la collettività e con le forze civiche e politiche perché sono scelte che riguardano il futuro di tutti, non solo quello della maggioranza.

Mimmo Mangiacapra

Avviare l’iter della variante al Puc in piena campagna elettorale, ovvero nei mesi terminali dell’amministrazione in carica, rappresenta non soltanto una grave forzatura ma assume anche i precisi contorni di uno schiaffo alla democrazia. Altro che potere al popolo, come blatera qualcuno sui social. Siamo di fronte al consolidato potere di un ristretto “cerchio tragico” che non vuole mollare l’osso in nessun modo e ad ogni costo.

Il municipio di Cesa

Il piano urbanistico comunale è stato approvato tra le polemiche appena 5 anni fa. Cambiare le carte in tavola, o meglio i terreni oggetto di “migliorie”, a 2 mesi dal voto fa sospettare anche ai più creduloni del mondo che si tratti di una manovra per creare consenso. Ha perfettamente ragione Fiorillo quando pone la domanda se “è ricatto o attrazione elettorale?”. A prima vista il blitz di Guida sembra entrambe le cose. È un modo per ribadire che tutto passa per le sue mani ed è un’operazione per racimolare voti con ogni mezzo.

Ancora una volta Guida non si comporta da sindaco pro tempore di Cesa. Ancor una volta vuol far passare il massaggio malsano sul piano politico-amministrativo che prima di lui Cesa non esisteva e che dopo di lui Cesa non ha futuro. Ovviamente e per fortuna Cesa esisteva, esiste ed esisterà con o senza il sindaco Guida. Se i componenti del “cerchio tragico” non hanno il coraggio di dirglielo, glielo diranno gli elettori il 24 e 25 maggio.

Mario De Michele

LA STORIA FB DI GIUSEPPE FIORILLO

Screenshot

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui