Qualcuno osserva incredulo: “Cose mai viste”. Altri restano quasi senza parole: “Che dire? Incredibile”. Taluni sono tranchant: “Con tutto il rispetto per chi ci vive ma una roda del genere non si vede neppure in Kenya”. Fa discutere la messa in sicurezza dei cantieri per il rifacimento di piazza Alfonso De Michele e della villa Aldo Moro. Le principali critiche partono dai frequentatori abituali del centro storico. Ma non mancano le lamentele di chi attraversa il cuore di Cesa per gli spostamenti.

Rimostranze più che legittime perché dopo molti giorni dell’avvio dei lavori l’incolumità dei cittadini, in particolare dei pedoni, è stata finora trascurata. Nessuna spia luminosa, segnaletica carente se non del tutto assente, recinzione non a norma e chi più ne ha più ne metta (nelle foto). In pratica, le misure di sicurezza sono un vero e proprio optional, che però è quanto mai necessario perché si tratta di opere pubbliche in pieno centro storico.

Particolarmente grave l’assenza di un’adeguata segnaletica luminosa e cartellonistica, che si aggiunge al modo approssimativo con cui sono state recintante le due aree canterizzate. Molti paletti sono sprovvisti di protezione in plastica e la recinzione presenta una lunga fila di giunture in ferro arrugginito sporgenti e taglienti che potrebbero provocare ferite ai passanti.

Inoltre in molti punti mancano le basi per stabilizzare la recinzione. Per non parlare dell’ingresso dell’istituto Alberghiero, dal quale si può di fatto accedere all’interno del cantiere della villa Moro. Non si capisce infine perché il marciapiede della villa sia stato recintato lungo il bordo della sede stradale rendendo più arduo il passaggio a pedoni, disabili e auto.

Insomma, le misure di sicurezza sembrano un lusso che il comune non può permettersi. Non manca invece un cartellone gigante con la scritta “Stiamo lavorando per voi, ci scusiamo per i disagi”. Ma c’è modo e modo di lavorare.

Mario De Michele

LE FOTO DEI DUE CANTIERI

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