Più che un chiarimento è una confessione. Che sarà molto utile come prova documentale nel caso dell’avvio di un procedimento amministrativo o penale. Sulla pagina Fb Comune di Cesa l’amministrazione targata Enzo Guida ha pubblicato una nota stampa intitolata propagandisticamente “Giu’ le mani dai tirocinanti del programma GOL” (foto in basso). Al netto degli immancabili orrori ortografici, “giù” è avverbio di luogo, ergo si scrive con l’accento, non con l’elisione come insegnano alle elementari, il documento della maggioranza di fatto conferma in toto i rilievi sollevati nell’inchiesta di Italia Notizie. In pratica Guida e company ammettono che sono state commesse gravi irregolarità. Una sorta di autodenuncia. Un clamoroso auto-GOL. Ed ecco perché in basso pubblichiamo lo screenshot del comunicato integrale. Servirà a futura memoria nelle sedi opportune.

Scremando le parti pacchianamente propagandistiche, connotate dalla stucchevole autocelebrazione in perfetto stile “solo cose belle”, del tipo: “Grazie all’azione dell’amministrazione comunale si sono attivati questi progetti”, entriamo nel merito tecnico-burocratico-normativo della nota. Dal contenuto si percepisce a prima vista che non è stata passata al vaglio di un avvocato competente. “Per questa tipologia di percorsi, – si legge nel comunicato – non esiste alcun iter di selezione discrezionale da parte del Soggetto Ospitante (Provincia) o del Soggetto Promotore. L’obbligo di pubblicità dell’offerta è assolto tramite la pubblicazione sul portale Cliclavoro Campania. La procedura è di tipo valutativo-automatico: una volta pubblicata l’offerta, il sistema accoglie le candidature di chi possiede i requisiti richiesti. Non vi è dunque alcun colloquio motivazionale o scelta soggettiva che possa influenzare l’attivazione del tirocinio”.

I VASI COMUNICANTI
Come sempre Guida e i suoi accoliti dicono mezze verità con il chiaro intento di mascherare le mezze bugie. È vero che “il sistema accoglie le candidature di chi possiede i requisiti richiesti”, ma va detto che vengono accolte le candidature presentate per i singoli progetti promossi da un determinato ente. Esempio concreto: se un cittadino partecipa al bando per un progetto GOL del comune di Cesa viene ammesso o meno a quel bando. Non è possibile, anzi è illegale, che un partecipante escluso dalla graduatoria di Cesa sia ammesso “sic et simpliciter” in quella di un bando della Provincia. Peggio ancora se la graduatoria provinciale “assorbe” in modo automatico e in blocco tutti i non ammessi della graduatoria comunale. I due enti non sono vasi comunicanti.

LA PEZZA PEGGIORE DEL BUCO
Ma proprio su questo punto il sindaco Guida e la sua squadra di governo si danno la zappa sui piedi. Da un lato è positivo perché verrà facilitato il lavoro degli inquirenti nel caso di un’inchiesta della magistratura penale o della Corte dei Conti. Dall’altro è un goffo tentativo di difendere l’indifendibile, che sfocia in un’eclatante autodenuncia. Una pezza peggiore del buco. “In merito alla presenza significativa di residenti nel Comune di Cesa, tra gli ammessi al programma della Provincia di Caserta, – recita un altro passo della nota ufficiale – si precisa che tale circostanza è l’esito fisiologico di una precedente attività amministrativa territoriale. Il Comune di Cesa aveva già attivato, autonomamente, procedure relative al Programma GOL. Tante persone si erano registrate e, recandosi presso il Centro per l’Impiego, avevano ottenuto la certificazione per partecipare ai tirocini. Di conseguenza, al momento della pubblicazione dell’offerta da parte della Provincia di Caserta, i cittadini di Cesa risultavano già in possesso della documentazione e della profilazione necessaria, potendo, così, candidarsi con immediata prontezza rispetto ad altri territori meno reattivi”.

A VOLTE È MEGLIO TACERE
Anche questo stralcio di precisazione-autodenuncia contiene mezze verità. È pacifico che “il Comune di Cesa aveva già attivato, autonomamente, procedure relative al Programma GOL”. Ma è falso che gli esclusi dai progetti comunali potevano essere smistati sui progetti provinciali. La verità è un’altra. Ed è semplice e presto detta: il comune di Cesa, dopo aver messo a segno 102 GOL, battendo il record italiano guarda caso nell’anno delle elezioni comunali, ha escluso oltre 50 persone, non ammesse ai progetti. Gli stessi esclusi sono stati ripescati nei progetti provinciali. Come già detto, non si può. È irregolare. Si tratta di enti differenti e di progetti diversi. Quindi, come ammettono Guida e i suoi, si è al cospetto di una grave violazione di legge. Come direbbe Oscar Wilde: “A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio”. Vale rigorosamente anche in campagna elettorale.

UN CAPOLAVORO ALL’INCONTRARIO
Sull’utilizzo irregolare di gran parte dei 76 tirocinanti dei progetti provinciali la spiegazione-confessione di Guida e della maggioranza è un florilegio di bugie e ammissione di colpa. Un vero capolavoro all’incontrario. “La dislocazione dei tirocinanti presso le sedi comunali di residenza – si legge nella nota – è stata una misura organizzativa necessaria per garantire la continuità del progetto durante la fase di riorganizzazione logistica dell’Ente Provincia. L’obiettivo è stato quello di evitare l’interruzione di un percorso di sostegno per soggetti fragili. È stata chiesta la disponibilità del comune di Cesa e, prontamente, è stata offerta”.
L’ARRAMPICATA SUGLI SPECCHI
In questo caso il tentativo del sindaco e del suo team di arrampicarsi sugli specchi susciterebbe compassione se non si fosse di fronte a gravissime irregolarità amministrative e penali. Gli ammessi ai progetti provinciali devono essere utilizzati presso uffici e strutture provinciali. Punto e basta. C’è poco da fare. Ancora meno da dire. La normativa è chiarissima e categorica. Perché sono stati dislocati presso gli uffici, le scuole e i parchi comunali di Cesa? Perché è stata chiesta la disponibilità del comune di Cesa e chi l’ha caldeggiata? Eccoci alla nota più dolente del pasticciaccio brutto.

VILLANO ONNIPRESENTE
All’epoca dei misfatti i progetti GOL provinciali sono stati curati dall’allora consigliere provinciale Cesario Villano, nella veste di delegato alla Formazione. Lo stesso Villano era ed è consigliere di maggioranza dell’amministrazione di Cesa. Lo stesso Villano era ed è candidato con la lista Solo cose belle alle comunali di maggio. Lo stesso Villano era ed è un fedelissimo di Guida. Lo stesso Villano infine si è interfacciato in prima persona con i tirocinanti dislocati a Cesa fornendo “de visu” ampie garanzie e rassicurazioni. Anche un bonaccione sospetterebbe che l’attivismo di Villano sia stato finalizzato a capitalizzare il suo impegno in termini elettorali a pochi mesi dal voto. Non ci vuole la zingara per indovinare.

FALSE RASSICURAZIONI
Un’altra balla spaziale diffusa nell’etere da Guida e dall’équipe di governo riguarda le possibili ripercussioni sui tirocinanti. “È doveroso precisare – viene scritto nel comunicato – che alcun rischio o problema corrono i partecipanti a questi progetti”. Totalmente falso. In realtà si potrebbe configurare il reato di distrazione di risorse umane e di finanziamenti pubblici. Per come sono stati gestiti i progetti GOL si profilano gravi violazioni amministrative e penali sul corretto utilizzo del patrimonio pubblico e degli interessi finanziari degli enti locali. È infatti vietato utilizzare fondi, contributi o risorse umane destinate a uno specifico fine pubblico per scopi differenti. Ogni tirocinante riceve 500 euro mensili per 6 mesi. Il costo totale dei due progetti ammonta a 228mila euro netti.

SANZIONI AMMINISTRATIVE E PENALI
Non solo. In caso di irregolarità potrebbe scattare per gli ammessi la revoca immediata dal programma GOL con la restituzione delle somme intascate finora indebitamente maggiorate di interessi. Inoltre verrebbero segnalati all’Anpal-Inps per il blocco di futuri ammortizzatori sociali o incentivi. Non è escluso l’intervento della Corte dei Conti per il danno arrecato alle finanze pubbliche. Sul piano penale i prescelti potrebbero essere accusati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
LO STOP AI PAGAMENTI
Se i partecipanti ai progetti non corrono alcun rischio o problema, come hanno l’ardire di sostenere il sindaco e gli amministratori in carica, come mai la Provincia ha bloccato il pagamento per il bimestre gennaio-febbraio? E come mai è a rischio anche l’indennità di marzo? I guai sono sorti proprio per l’utilizzo irregolare dei tirocinanti. Nella stessa nota si legge che: “La liquidazione delle indennità avviene direttamente dalla Regione Campania solo a seguito della verifica della regolarità delle presenze e laddove sussistano tutti i requisiti di legge”. Se l’ente ospitante dei progetti è la Provincia ma il personale è stato impiegato a Cesa risulta materialmente impossibile per i funzionari provinciali attestare la regolarità delle presenze. Se attestassero le presenze compierebbero un illecito.

IL SOLITO SCARICABARILE
Chiudiamo questa puntata della nostra inchiesta con la solita chicca di Guida e compagnia, ormai un marchio di fabbrica: il consolidato scaricabarile che mira ad incolpare gli altri per i propri marchiani errori. “Da giorni, – recita un passo della nota – queste persone sono sottoposte ad un “massacro mediatico” e ad una forte opera di pressione psicologica, per ragioni esclusivamente di carattere politico”. Benissimo, anzi come sempre malissimo. Innanzitutto i media, alias Italia Notizie, e gli avversari politici, cioè Fiorillo e Cesa in Comune, non c’entrano proprio nulla. Fino a ieri il medico e la lista civica sono stati in religioso silenzio. Soltanto da poco Fiorillo ha avanzato una generica richiesta di chiarimenti. Tutto soft. Il minimo sindacale rispetto a uno scandalo che meriterebbe un’azione politica molto più veemente e incisiva.

ESCLUSI E ABBANDONATI
Per quanto riguarda il presunto “massacro mediatico” siamo alle comiche finali. Italia Notizie ha ricostruito la vicenda riportando i fatti e i misfatti compiuti dai protagonisti di un clamoroso disastro politico-amministrativo. Se i progetti sono stati gestiti “contra legem” mica è colpa nostra! L’indice va puntato all’indirizzo di chi ha violato le normative per meri scopi elettoralistici, per ingraziarsi 76 famiglie nella speranza di ottenere voti in cambio. Se si trucca un concorso è colpa di chi lo ha truccato o di chi riporta che quel concorso è stato truccato? Infine segnaliamo un aspetto trascurato da tutti: come mai si parla soltanto dei 76 tirocinanti e nessuno si preoccupa dei soggetti fragili esclusi pur essendo in possesso dei requisiti di legge? A tal proposito sarebbe interessante conoscere i nominativi dei prescelti. Chissà cosa uscirebbe dal vaso di Pandora?
Mario De Michele
(continua…)
IL COMUNICATO STAMPA INTEGRALE












