Una grossa pietra di inciampo si frappone sul cammino del sindaco di Lusciano Nicola Esposito. Il pm Paola Da Forno ha presentato appello contro il proscioglimento dall’accusa di corruzione incassato al termine dell’udienza preliminare dello scorso primo marzo, nell’ambito della mega inchiesta sull’amministrazione di Villa Literno, culminata il 10 dicembre 2019 con gli arresti del sindaco Nicola Tamburrino, poi scarcerato, e di alcuni colletti bianchi. Pur disponendo il rinvio a giudizio per 20 persone, implicate a vario titolo per corruzione, truffa aggravata, turbativa d’asta, frode nell’esecuzione dei contratti, falso e abuso d’ufficio, il gup Maria Gabriella Iagulli non ravvisò condotte corruttive da parte del sindaco Esposito. Ma ora il primo cittadino, già sotto processo per gli altri reati contro la pubblica amministrazione, dovrà nuovamente rispondere dell’accusa di corruzione. Stessa sorte per Nicola Grimaldi, Anastasia Russo, Nicola Costanzo, Eduardo Cotugno, Gioacchino Gabriele, Antonio Buonanno, Pasquale Migliaccio, Luigi Santagata, e per gli imprenditori Franco e Salvatore Nicchiniello.

Nicola Tamburrino e Nicola Esposito

Da precisare che l’appello contro il proscioglimento dall’accusa di corruzione riguarda il filone relativo al Comune di Lusciano, in relazione al finanziamento della Regione Campania con fondi europei per la realizzazione dell’appalto di adeguamento e completamento della rete fognaria. Il grosso dell’inchiesta, ben 800 pagine, si concreta sull’amministrazione di Villa Literno.  Le indagini dei carabinieri hanno permesso di ricostruire l’accordo per la realizzazione di un centro ricettivo-turistico in via delle Dune a Villa Literno in cambio di soldi ed appoggio elettorale alle amministrative a favore di Tamburrino. Secondo la Procura della Repubblica di Napoli Nord, ci sarebbero state, da parte degli imprenditori, promesse di soldi al dirigente (circa 30mila euro) e l’appoggio elettorale alle elezioni amministrative del 2016 a Tamburrino dietro l’interessamento per velocizzare il rilascio di una licenza per la realizzazione di un centro turistico a Villa Literno richiesto dalla società ‘CGN ‘intestata formalmente alla moglie di Franco Nicchiniello ma gestita, di fatto, da quest’ultimo insieme al figlio Salvatore. Per quanto riguarda il filone liternese il gup ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere per un’ipotesi di falso per un permesso a costruire nei confronti del sindaco Tamburrino, di Giuseppe D’Ausilio ed Amalia Pedana. Solo quest’ultima prosciolta definitivamente mentre gli altri andranno a processo per altre contestazioni. Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Raffaele Costanzo, Maurizio Abbate, Giuseppe Stellato, Giovanni Cantelli, Felice Belluomo e Dario Migliore.

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