La crisi della maggioranza Matacena? Non è un fulmine a ciel sereno. Semmai il prevedibile epilogo di un matrimonio politico celebrato senza amore e tenuto in piedi a colpi di compromessi. Per “La Politica che Serve” il possibile scioglimento anticipato del consiglio comunale di Aversa non sarebbe una sorpresa. Anzi. Sarebbe la conferma di un fallimento annunciato. E forse anche l’occasione per voltare finalmente pagina. A mettere nero su bianco la bocciatura dell’esperienza amministrativa sono il consigliere comunale Mario De Michele, Mariano Scuotri, Domenico Menale, Paolo Cesaro e Antonio Andreozzi, esponenti del movimento civico. Nessuno sconto alla coalizione di governo. E nessuna nostalgia per un eventuale the end dell’amministrazione.

“Quanto sta accadendo non ci sorprende affatto – dichiarano i rappresentanti del movimento fondato dall’ex sindaco Alfonso Golia – è la dimostrazione di ciò che era evidente sin dall’inizio: questa maggioranza è nata dall’unione di persone e gruppi politici con visioni profondamente differenti, se non addirittura opposte, senza una reale condivisione di idee e di un progetto per il futuro della città”. Una maggioranza nata male e cresciuta peggio. Almeno secondo la lettura del movimento, che individua nel peccato originale della coalizione la radice dell’attuale crisi. Troppi interessi da conciliare. Troppe anime politiche da tenere insieme. Troppo poco spazio per una visione comune. Il risultato? Un equilibrio perennemente precario, con il fair play sacrificato sull’altare delle convenienze e il confronto politico trasformato troppo spesso in una resa dei conti. Un’alleanza costruita ab origine senza un autentico progetto condiviso.
Nel mirino finisce soprattutto lo spettacolo delle polemiche interne. Assessori, consiglieri ed esponenti della stessa maggioranza che si attaccano pubblicamente. Alleati sulla carta, avversari nei fatti. Una sorta di tutti contro tutti che per La Politica che Serve certifica la fragilità di un’alleanza priva di fondamenta solide. Altro che esprit de corps. Nel Palazzo prevalgono distinguo, rivalità e continui regolamenti di conti. E mentre nel Palazzo si consumano scontri, trattative e continui réajustements degli equilibri politici, la città resta in panchina. È questa l’accusa più pesante del movimento: aver relegato i problemi degli aversani in secondo piano rispetto alla distribuzione di incarichi, deleghe e nomine. Una politica ripiegata su se stessa, più attenta agli assetti di potere che alle esigenze della collettività. Il leitmotiv della crisi sembra essere sempre lo stesso: prima il power sharing, poi, eventualmente, il governo della città.

La Politica che Serve non crede neppure alla ricetta dell’ennesimo compromesso last minute. Un nuovo accordo potrebbe rinviare la resa dei conti senza risolvere le contraddizioni che hanno accompagnato l’amministrazione fin dalla nascita. Un modus vivendi utile a prolungare la sopravvivenza della coalizione, non necessariamente a restituirle una direzione politica. “Aversa non può continuare a essere ostaggio di accordi precari, ricomposizioni dell’ultimo minuto e continue trattative per tenere in piedi un’Amministrazione che ha dimostrato di non avere una visione politica realmente condivisa”, sottolineano Scuotri, De Michele, Menale, Cesaro e Andreozzi. Il messaggio è chiaro: basta operazioni di maquillage politico. Non serve cambiare qualche casella nello scacchiere della giunta se restano immutate le ragioni degli scontri. E non basta un’intesa di facciata per trasformare una coalizione litigiosa in una squadra di governo. Il rischio è l’ennesimo déjà-vu: una tregua annunciata in pompa magna e destinata a dissolversi alla prima prova dei fatti.

Con le dimissioni del sindaco ancora sul tavolo, il movimento auspica che i prossimi giorni mettano fine all’incertezza. Non invoca semplicemente un cambio di uomini. Chiede un cambio di metodo. Stabilità, competenza e un progetto amministrativo credibile, capace di riportare al centro le priorità dei cittadini. Un nuovo approach politico che metta da parte i personalismi e restituisca centralità all’interesse pubblico. “Aversa merita molto di più di questo spettacolo. È tempo di restituire dignità alla politica e mettere finalmente al centro gli interessi della città”.
Una conclusione che suona come una sentenza politica. Per La Politica che Serve il problema non è soltanto capire se Matacena resterà sindaco. È capire se esistano ancora le condizioni per governare insieme. Tenere in vita una maggioranza non significa governare una città. A volte significa soltanto prolungarne l’agonia. È questo il crocevia decisivo per la coalizione di Matacena.
Mario De Michele





