La Fidelis Andria espugna il Bisceglia, la Real Aversa dura un tempo: poi si spegne la luce. Così non va

Un tiro innocuo. Che colpisce un calciatore in area. Deviazione involontaria. Yimga, incolpevole, preso in controtempo. Palla in rete. La Fidelis Andria passa in vantaggio. Siamo al secondo minuto del secondo tempo. E sul Bisceglia cala il buio. Si spegne la luce tra le fila della Real Aversa. Blackout totale. Soprattutto mentale. I granata smettono di giocare. Perdono serenità. Non riescono a reagire. Si innervosiscono. Commettono una valanga di errori tecnici. Sbagliano quasi tutte le scelte. Anche quelle più semplici. Nei secondi 45 minuti non si rendono mai pericolosi. Rischiano di subire il raddoppio in contropiede. Sarebbe stata una punizione eccessiva. Quello che fa suonare il campanello d’allarme nella sconfitta interna con i pugliesi è il crollo psicologico degli uomini di mister Campilongo. È l’incapacità di rialzarsi alla prima difficoltà.

Un vulnus ancor più preoccupante se si analizza la prima frazione di gioco. Dopo 7-8 minuti di marca biancazzurra, con gli ospiti bravi a pressare alti e a impedire ai granata di impostare da dietro, i normanni hanno dominato la gara per il resto del primo tempo. L’Andria ha iniziato all’arrembaggio creando anche qualche occasione pericolosa. Ma poi la Real è venuta fuori con sprazzi di bel calcio. Cambi gioco al bacio e giro palla veloce. In mezzo al campo salgono in cattedra Addae e Prezioso. Cresce il rendimento del giovane Cambrini. E sull’out destro d’attacco Masala ha venire il mal di testa ai suoi marcatori.

Salvatore Campilongo

Campilongo adatta Verde come terzino destro per l’assenza dell’infortunato Hernandez. Catena di sinistra formata dall’under Tarantino e da Vono. Centrali di difesa capitan Esposito e Forte. Della Pietra preferito a Favetta come centravanti. Inizialmente il 9 granata soffre la maggiore fisicità dei marcatori ospiti ma poi riusce a trovare spazio, almeno in due ottime occasioni, nel muro difensivo dell’Andria. I pericoli maggiori arrivano con i cross di Masala e Vono. Più volte la palla attraversa l’area ma nessuno aggredisce la porta per metterla in rete. I granata sfiorano il gol anche sui calcio d’angolo. Un film già visto nelle precedenti sei giornate. E il problema è sempre lo stesso: manca un attaccante con il killer instinct. Finora Favetta ha deluso le aspettative. Non ha mai segnato in campionato. E nel calcio se non si sfruttano 3-4 palle gol nei primi tempi finisce che si perde seppur immeritatamente.

Uno dei tanti cross dei granata

Nel secondo tempo un inspiegabile tracollo. Due giri d’orologio e l’Andria passa in vantaggio con una buona dose di fortuna. Tutti si aspettano la reazione della Real. Ma l’Aversa esce dal campo. Invece di continuare a macinare gioco gli uomini di Campilongo si dinuscono. Un valzer di passaggi sbagliati, di soluzioni improvvisate e di giocate individuali forzate, quasi irritanti. L’opposto di quello che serviva per aggirare il bus piazzato dall’Andria davanti alla propria area. Invece di ritrovare il bandolo del gioco i granata contribuiscono a “sporcare” la partita. Campilongo le prove tutte per sistemare la squadra. Inserisce Favetta al fianco di Della Pietra e butta nella mischia Felleca dirottando Vono a destra. Poi, con l’ingresso di Favella, sposta Vono al centro dell’attacco al posto di Della Pietra. Ma non c’è verso di cambiare l’inerzia della gara. Perché i granata avevano spento l’interruttore sul piano mentale.

Ed ecco il segnale più allarmante. Senza carattere non solo si perdono partite come quella di oggi ma non si va lontano. La fragilità psicologica rischia di diventare un fattore determinante per il futuro della Real Aversa. Non c’è schema che tenga. Non c’è condizione fisica in grado di sopperire all’incapacità di mettere il cuore oltre gli ostacoli. E soprattutto non si farà tanta strada se si gioca per sé e non per la squadra, se quando si perde palla non si corre per riconquistarla, se non si mette una toppa all’errore del compagno. Per cercare di vincere le partite bisogna dare il massimo per 90 minuti più il recupero. Quarantacinque minuti non bastano. Fidelis Andria docet.

Mario De Michele

IL TABELLINO

REAL AVERSA 1925: Yimga, Esposito, Della Pietra, Vono, Cambrini (25’ st Kurti), Masala (18’ st Felleca), Prezioso (18’ st Favetta), Forte, Tarantino, Addae, Verde (25’ st Pecchia). A disp.: Corriere, Galeotafiore, Codraro, Solaro. All. Campilongo

FIDELIS ANDRIA 2018: Negri, Urquiza, Ronchi, Musy (25’ st Ferraro), Chiocca, Gentile, Tolomello, Allushaj (43’ pt Ciracì, 15’ st Brambilla), Kisseih (31’ st Babaj), Tagliarino (43’ pt Tsioungaris), Russo. A disp.: Bifulco, Soldani, Masi, Rinaldi. All. Ragno

TERNA ARBITRALE: Emanuele Velocci di Frosinone (Amato di Aprilia, Rosati di Roma 2)

MARCATORE: 2’ st Tolomello (FA)

NOTE: Ammoniti Urquiza, Ronchi, Chiocca, Tolomello (FA), Esposito, Pecchia (RA)

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