Real Aversa, vittoria sfumata ma prova da big: con la Turris manca solo il colpo del ko

Da un lato il rammarico per la vittoria sfumata. Dall’altro una prova da squadra vera. Mettendo tutto sul piatto della bilancia il pareggio con la Turris impone alla Real Aversa di vedere il bicchiere mezzo pieno. Sono mancati i tre punti, strameritati per quello che si è visto in campo, ma il big match con la capolista può rappresentare uno snodo cruciale per i granata. I normanni hanno disputato la migliore gara del campionato. Per la prima volta in stagione nel secondo tempo gli uomini di Campilongo non solo non sono calati ma hanno alzato i giri del motore e dominato una compagine ancora imbattuta e con la migliore difesa del girone H di Serie D.

L’undici titolare della Real Aversa

In novanta minuti di bel calcio con tante occasioni e ritmo alto la Real ha dimostrato di potersela giocare con tutti. Anche con le squadre che puntano al salto di categoria. Non sono mai state parole di circostanza, meno che mai intinte nell’ipocrisia, quelle dispensate da mister Campilongo da inizio stagione: “Siamo un gruppo forte, non abbiamo paura di nessuno e daremo fastidio a chiunque”. La gara di oggi al Bisceglia ha dato ragione al tecnico. E ha posto una pietra tombale sulle voci, totalmente infondate, secondo cui lo spogliatoio sarebbe stato spaccato. Fuffa da bar dello sport. Game over anche per le indiscrezioni sul possibile cambio di allenatore. Ipotesi che non ha mai sfiorato la dirigenza granata, come ha dichiarato a Italia Notizie il presidente Angelo Tinto subito dopo la gara. Posizione condivisa dal presidente onorario Mimmo Diana e da tutti i vertici granata.

Salvatore Campilongo

Contro la Turris non è arrivata una vittoria sacrosanta. Ma i calciatori hanno fornito le risposte più importanti, chieste anche da una parte della tifoseria: hanno corso per 95 minuti, si sono battuti come leoni, hanno costruito gioco dimostrando un grandissimo attaccamento alla maglia. Uno spirito di gruppo ritrovato che vale più dei tre punti. Questa è la direzione giusta. Le vittorie saranno la naturale conseguenza. Accettiamo scommesse. Una citazione su tutti la merita mister Campilongo, bersagliato da critiche ingenerose e strumentali. Il condottiero granata ha preparato un match plan inappuntabile. È tornato al 4-3-3 con Corriere tra i pali e tre uomini fisici in difesa come Galeotafiore, Forte e capitan Esposito. E ha utilizzato Addae come filtro davanti alla difesa per dare maggiore solidità a una squadra che nelle prime otto giornate ha subito troppi gol.

L’esultanza per l’1-0

In mezzo al campo Campilongo ha ridato fiducia al classe 2008 Cambrini che da prospetto tra i più promettenti della Serie D sta diventando una certezza. Sua la rete del vantaggio. Prestazione da veterano e un altro 8 in pagella. Cambrini, assieme a Codraro e Hernandez, farà parlare di sé. E saranno parole al miele. A completare la mediana l’insostituibile Verde, un autentico uomo-ovunque della mediana in grado di coniugare quantità e qualità. Tridente d’attacco formato dagli esterni Vono e Masala e dall’ariete Favetta. Purtroppo anche contro il team di Giampà i granata hanno sprecato troppo.

Un problema ormai atavico che però va risolto. La manovra funziona. La finalizzazione no. La Real crea palle gol a quantità industriale ma ne sciupa troppe. È ancora impresso negli occhi dei tifosi il tiro finito fuori di Masala a pochi passi da Gallo. Per non parlare del pallone che ha danzato sulla linea di porta della Turris e non si sa come non sia entrato in rete. Anche con i torresi l’Aversa ha pagato a caro prezzo il mancato 2-0. E quando si affrontano formazioni quotate come la Turris basta una punizione da posizione innocua e un colpo di testa di Vano, che ha sfruttato tutti i suoi centimetri, per agguantare il pareggio.

Applausi per i granata

Se il gioco collettivo ha convinto, altrettanto non si può dire della concretezza negli ultimi sedici metri, con il tridente offensivo non sempre brillante. L’altra nota poco lieta è stato l’impatto impalpabile dei giocatori subentrati dalla panchina. Da un calciatore del livello di Felleca ci si aspetta che spacchi la partita. Da Pecchia più cattiveria agonistica e maggiore lucidità. Ma oggi Campilongo e i suoi ragazzi meritano gli applausi. Che infatti ci sono stati sia durante sia a fine gara. La rete del vantaggio è da manuale del calcio: un’azione manovrata con movimenti a entrare e a uscire che hanno mandato in tilt la fortissima difesa corallina.

Possesso palla, riaggressione alta e pressing organizzato. Bel gioco, insomma. E 95 minuti sudati secondo dopo secondo. La Real Aversa ha ritrovato identità, carattere e fame agonistica. Ora deve ritrovare il cinismo sotto porta. Perché il bel gioco fa applaudire. I gol fanno vincere. E quando arriveranno anche quelli saranno dolori per tutti.

Mario De Michele

IL TABELLINO

REAL AVERSA: Corriere, Esposito, Vono, Galeotafiore (31’ st Pecchia), Cambrini (38’ st Hernandez), Masala (21’ st Felleca), Forte, Tarantino, Addae, Favetta (25’ st Della Pietra), Verde. A disp.: Yimga, Principe, Kurti, Codraro, Solaro. All. Campilongo

FC TURRIS 1944: Gallo, Dicorato, Cristini, Marcelli, D’Agostino, Bangal (37’ st Konate), Berardocco (21’ st Scala), Loiacono (18’ st Zappettini), Casella (21’ st Amoabeng), Papasergio (37’ st Lupi). A disp.: Montalti, Capone, Ragosta, Triolo. All. Giampà

TERNA ARBITRALE: Alessandro Copelli di Mantova (D’Amico di Lamezia Terme, Di Leo di Policoro)
MARCATORI: 10’ st Cambrini (RN), 33’ st Vano (T)
NOTE: Ammoniti Cambrini, Felleca (RN), Papasergio (T). Recuper 2’ pt, 5’ st

LA CRONACA
(fonte pagina Fb Real Aversa)

PRIMO TEMPO. Primo brivido dopo 4 minuti col calcio di punizione dalla trequarti che finisce sulla testa di Forte che colpisce forse troppo bene e il pallone finisce centrale tra le braccia del portiere Gallo. Sugli spalti ci sono 504 tifosi della Turris che si fanno sentire ma in campo c’è solo la Real Aversa 1925. Al 25’ corner di Vono, la difesa libera ma la sfera finisce sul piede di Masala che serve Galeotafiore che di prima intenzione prova l’eurogol ma non trova lo specchio. La prima conclusione dei corallini arriva al minuto 31 quando D’Agostino si incarica di battere un calcio di punizione dai 25 metri, la posizione è centrale ma il numero 10 della Turris mette nel mirino la porta che non trova per un soffio. Al 35’ va a pochi centimetri dalla rete la Real Aversa: azione manovrata, cross di Vono, Favetta sfiora solamente quel po’ che basta per allungare sui piedi di Masala che colpisce a botta sicura a 2 metri dalla linea ma Gallo compie un vero e proprio miracolo e nega la gioia strozzando anche l’urlo dei tifosi normanni presenti in massa al ‘Bisceglia’. La Turris ci prova solo da calcio piazzato: D’Agostino, ancora lui, testa i riflessi di Corriere, estremo difensore granata, che allontana il pericolo.

SECONDO TEMPO. Occasione pericolosa subito per la Real Aversa che non riesce a trovare il gol con Masala che servito in maniera eccezionale dal dischetto in condizioni di equilibrio precario non trova il gol. Al 55’ la Real Aversa passa contro la capolista: Verde è ‘on fire’, inizia l’azione decisiva e poi si butta dentro, assist come un cioccolatino per Cambrini che di prima intenzione di destra trova l’incrocio alle spalle di un incolpevole Gallo. È 1-0. Al 17’ la Turris ci prova: cross di Dicorato per la testa di Bangal sotto la Curva Nord presidiata dai tifosi corallini, pallone fuori. La formazione di Giampà alza il ritmo e trova il pareggio a 13 dalla fine: cross di D’Agostino, il bomber Vano stacca altissimo e va sopra la difesa di testa superando Corriere. È 1-1. I corallini continuano spingere, valzer di cambi e si arriva al minuto 85 quando Konatè, entrato da poco, ci prova dalla lunghissima distanza guadagnando solo un corner. Il risultato non cambia più: un punto a testa.

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