Non scopriamo certo oggi Sasà Campilongo. Tra i migliori allenatori in circolazione, il condottiero della Real Aversa è stato capace in due mesi di infondere lo spirito di gruppo e un gioco già ben definito a una squadra con un organico completamente rinnovato. La “rivoluzione dolce” avviata dal nuovo corso aperto dal presidente Angelo Tinto e dal presidente onorario Mimmo Diana finora sta sortendo i risultati sperati: quattro vittorie, un pareggio e una sola sconfitta, peraltro rocambolesca, nelle prime sei gare ufficiali della stagione. Un avvio che induce società e ambiente a guardare il futuro con fiducia.
Ai microfoni di Italia Notizie mister Campilongo tira le somme dei primi 60 giorni di lavoro sul campo. Lo stimato tecnico è il faro di una compagine molto competitiva che via via sta diventando a immagine e somiglianza del suo timoniere, in un girone di Serie D, quello H, considerato dagli addetti ai lavori tra i più difficili a livello nazionale. Per il tecnico granata l’avvio è stato positivo, anche se ovviamente bisogna ancora mettere a punto alcuni meccanismi tattici. Troppi gol subiti, ma tantissimi quelli realizzati, e in alcuni momenti delle partite poco equilibrio tra i reparti. Tutto sistemabile in corso d’opera.
Fin qui l’aspetto più allarmante è la poca incisività sotto porta. La Real Aversa crea in ogni match numerose nitide occasioni da gol ma in molti casi spreca clamorosamente tenendo in vita gli avversari e alzando l’asticella della sofferenza. C’è da lavorare anche per riportare al top della forma alcuni calciatori arrivati nella parte finale dell’ottimo mercato confezionato dal direttore sportivo Livio Scuotto. Siamo a inizio stagione e c’è tanto tempo per oliare tutti gli ingranaggi.
Pur tenendo sempre i piedi ben fissati a terra Campilongo non ha dubbi sul fatto che la Real darà fastidio a chiunque. La squadra è forte. La società è seria e ha fatto enormi sacrifici. L’allenatore è una garanzia assoluta. Insomma ci sono tutti i presupposti per disputare un campionato da protagonisti. Serve ovviamente il contributo dei tifosi e della piazza. Chi per ragioni strumentali o per rivalse personali rema contro non vuole il bene dei granata e della città. I tifosi, soprattutto gli ultrà, lo hanno capito e già nella gara vittoriosa col Gravina hanno gremito gli spalti del Bisceglia. Le Cassandre e gli uccelli di malaugurio si mettano l’anima in pace. E se ne stiano a casa.
Mario De Michele
LA VIDEOINTERVISTA A SALVATORE CAMPILONGO





