Omicidio Fortuna, una bimba definì l’imputato un ‘mostro’

Si confidava con le psicologhe della casa-famiglia dove era insieme con le due sorelle più grandi e, parlando dell’imputato, lo definì un mostro. E, a proposito degli abusi che avrebbe subito, riferì che la madre le disse chesarebbe passato tutt e doveva stare zitta. É una delle circostanze riferite dalla psicologa – interrogata come teste – della Casa dei Marmocchi, una casa famiglia per minori di Afragola (Napoli) dove erano state trasferite le tre bambine, figlie di Marianna Fabozzi, imputata al processo per la morte di Fortuna Loffredo, la piccola uccisa dal suo ex compagno, Raimondo Caputo, detto Titò, nel Parco Verde di Caivano dopo aver subito violenze sessuali. Dal racconto delle tre bambine gli inquirenti sono risaliti alle presunte responsabilità degli imputati. Rispondendo alle domande dei pm e dei giudici la psicologa Valeria Faiella ha raccontato i comportamenti delle piccole soffermandosi sulla più piccola di tre anni. La bimba destò preoccupazioni tra le operatrici perchè manifestava paura quando doveva essere lavata nelle parti intime.

 

 

Ultime notizie

Ceuta, Meloni: “Urgente dare una risposta europea all’immigrazione clandestina”

Ceuta affronta oggi le conseguenze dell'ondata massiccia di quasi 50.000 persone - stimata in 60.000 migranti dalle autorità locali - delle quali, secondo il...

Parlamento & Governo

Scontro sulla missione italiana in Arabia Saudita, Crosetto si difende: “Riad non è in guerra”

Da quando la notizia dei militari italiani in Arabia Saudita è diventata di dominio pubblico, il ministro della Difesa Guido Crosetto, con chiunque abbia...