Roberto Vannacci prende di mira il direttore del Giornale Tommaso Cerno con un attacco personale sulla sua omosessualità. «Non so se chi ha gusti invertiti abbia il patentino per sparare corbellerie più grosse rispetto a chi ha i gusti che si inquadrano nella normalità», dice il leader di Futuro nazionale, accusando Cerno di essersi «inventato» che il suo partito voglia impedire agli omosessuali di comparire in televisione. Per Vannacci il punto sarebbe un altro: nelle fasce protette non dovrebbe esserci «propaganda gender e omosessualista», indipendentemente dall’orientamento sessuale di chi la fa. Il generale in pensione insiste proprio sulla vita privata del suo interlocutore. Cerno, dice, «dichiara di avere una preferenza erotica per i maschietti», eppure «di spazio ne ha dappertutto».
La replica di Cerno è che «una persona che non sa argomentare senza insultare il prossimo ha un serio deficit di contenuti. Vannacci mi insulta perché non regge un confronto nel merito». L’ex generale «dice le cose che dicono gli islamisti che impiccano le donne sulle gru», aggiunge. Solidarizzano con lui il presidente del Senato Ignazio La Russa, Italia viva e Noi moderati. Per il cda della Rai quella contro il giornalista è «espressione offensiva e discriminatoria, che non può trovare spazio in un confronto civile e istituzionale».
Di sfondo c’è una battaglia tutta interna alla destra. Da settimane Fn è finito nel mirino di una parte dei media dell’area che fino a poco tempo fa aveva accompagnato con ben altra benevolenza l’ascesa dell’ex generale; per Vannacci sono attacchi politicamente più insidiosi delle critiche della stampa progressista, perché parlano direttamente allo stesso bacino di lettori ed elettori. Il Giornale è andato a scavare persino negli anni dell’accademia militare, recuperando il vecchio soprannome “super fetecchia”. Esperia ha invece ricostruito chi si nasconde dietro l’account Robertus Vannaccius, quello dei video realizzati con l’intelligenza artificiale in cui gli avversari del leader di Fn vengono messi a morte nell’antica Roma: Vanessa Grappa, residente nel Regno Unito e già tra le giovani reclutate per gli incontri con Gheddafi durante la visita in Italia del 2010.
Lo scorso 25 settembre a Milano i futuristi avevano chiamato a raccolta i sostenitori per «stracciare pubblicamente copie di Giornale e Libero per i continui, strumentali e sistematici, attacchi». La strategia della destra di governo è chiara e conclamata, espressa bene da Fausto Carioti su Libero: «Quando la chiamata ai seggi si avvicina e il gioco si fa duro, entra in campo il voto utile: quanti tra coloro che oggi si dicono pronti a votare Vannacci confermeranno la scelta, sapendo di aiutare la sinistra?».





