Il primario Guido Oppido resta interdetto dalla professione medica. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Napoli. Confermata, quindi, la misura di sospensione per la durata di un anno disposta con l’accusa di falso nell’ambito delle indagini sulla tragedia del piccolo Domenico, morto dopo il trapianto all’ospedale Monaldi di Napoli di un cuore gravemente danneggiato dal contatto con ghiaccio secco durante il trasporto da Bolzano. Il Riesame ha invece annullato la misura, della più breve durata di sette mesi, che era stata emessa nei confronti della seconda operatrice Emma Bergonzoni. ll tribunale ha ritenuto insussistenti le esigenze cautelari.
Il provvedimento è stato notificato dal Nas che ora farà altrettanto all’Ordine dei Medici e all’ospedale dove la cardiochirurga operava. “Il falso oggetto di contestazione non costituisce sintomo di generale propensione della dottoressa Bergonzoni all’alterazione del reale sviluppo degli interventi operatori cui partecipa – si legge nell’ordinanza – propensione tale da suscitare concreti timori di reiterazione del reato, quanto piuttosto di una situazione per più aspetti eccezionale determinata soprattutto dalla sua incapacità di opporsi alle indicazioni e ai desiderata di chi la sovrastava per maggiore autorevolezza, oltre per il sottolineato legame professionale“. E quindi secondo il Riesame “l’interdittiva non può trovare adeguato fondamenti nello svolgimento della professione sanitaria da parte dell’appellante. Per altro verso, la sopravvenuta sospensione del servizio del dottor Oppido esclude che possano nuovamente crearsi quelle particolari condizioni che hanno indotto al dottoressa Bergonzoni al falso”.
Per Bergonzoni e Oppido, il gip Mariano Sorrentino aveva firmato un provvedimento cautelare, indagati per falso in cartella clinica nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del bambino, deceduto il 21 febbraio, dopo l’operazione del 23 dicembre 2025 nell’ospedale Monaldi. Resta sospeso dal lavoro il primario mentre è annullata la misura, della più breve durata di sette mesi, che era stata emessa nei confronti della seconda operatrice Emma Bergonzoni, difesa dal professor Vincenzo Maiello e dall’avvocato Emanuele Raimondo. Complessivamente la procura di Napoli ha iscritto 7 persone nel registro degli indagati. A tutti è contestato l’omicidio colposo. A Oppido e Bergonzoni anche il falso. “La decisione del riesame di reintegrare la dottoressa Bergonzoni nella piena agibilità professionale pone fine ad una condizione che abbiamo sempre considerato ingiusta” affermano il professore Vincenzo Maiello e l’avvocato Emanuele Raimondo, difensori della chirurga.
“Prendiamo atto, con serenità, della decisione del Tribunale del Riesame. La misura cautelare nei confronti del dottor Guido Oppido resta dov’è. L’aveva disposta il GIP, il Riesame l’ha confermata: due giudici hanno letto le stesse carte e sono arrivati alla stessa conclusione. A noi non sorprende. Sorprende piuttosto che la difesa abbia potuto confidare nel contrario – afferma Francesco Petruzzi, avvocato della famiglia Caliendo – per la dottoressa Emma Bergonzoni la misura è stata revocata. Gli indizi non si sono dissolti: con il passare del tempo sono venute meno le esigenze cautelari, e nient’altro. Chi volesse spacciarla per un’assoluzione è avvisato fin d’ora. In questi mesi abbiamo scelto di non alzare la voce e di lasciar parlare gli atti. Gli atti, evidentemente, si sono fatti sentire. La presunzione di innocenza resta un principio che rispettiamo. Così come rispettiamo, oggi con particolare convinzione, le decisioni dei giudici. Domenico non c’è più. Il resto lo stabilirà il processo, e noi ci saremo”.





