La riforma elettorale è legge. Approvata in via definitiva (con 227 voti favorevoli, 164 contrari e nessun astenuto) con voto segreto nell’aula della Camera tra gli applausi del centrodestra e le proteste delle opposizioni. Che mostrano in aula cartelli contro il governo: “No all’Imbroglio”, “Legge Truffa”, “Con Meloni Gasolio a 3 euro”, “Con Meloni salari al palo”, “Con Meloni – sanità e + armi”. Il via libera finale è arrivato in terza lettura e dopo tre voti di fiducia chiesti dal governo ai primi tre articoli del provvedimento.
In dichiarazione di voto hanno preso la parola tutti i leader del centrosinistra. “La prima presidente del Consiglio donna ha cancellato la parità di genere, cioè dopo che è arrivata lei chi se ne frega delle altre”, denuncia la segretaria del Pd Elly Schlein. Attacca Giuseppe Conte (M5S): “Avete continuato a modificare” la legge elettorale “sulla base dell’ultimo sondaggio, della psicosi Vannacci. Vi manca solo di indicare che il premio di maggioranza va a una premier con gli occhi chiari”.
“Sono soddisfatta dell’ok sulla legge elettorale”, si tratta di una riforma “che rimette più potere in mano ai cittadini, garantisce la stabilità, è una buona cosa”. Lo dice la premier Giorgia Meloni, oggi ad Ascoli Piceno per l’inaugurazione di palazzo Saladini Pilastri. “E’ una legge fatta per l’Italia”, afferma la presidente del Consiglio parlando con i cronisti.
Schlein: “Governo vuole manomettere la Costituzione”
“Mettete testa fuori da questi palazzi”, dove gli “sfollati dei Campi Flegrei aspettano risposte”, dove “sono agricoltori che bloccano le strade in Calabria per disperazione. E l’unica priorità per voi è cambiare la legge elettorale. Le imprese chiudono per i costi dell’energia più cari dell’Ue, sei milioni di italiani rinunciano a curarsi e le famiglie che non possono più portare i figli a scuola per prezzi stellari dei carburanti. E voi vi occupate solo di voi, indifferenti ai problemi di italiani” e “cercate di manomettere la Costituzione”, attacca la segretaria del Pd Elly Schlein in dichiarazione di voto. Poi rivolta ai deputati di centrodestra, parla di “cinque colonnelli in ultima fila per controllare”.





