Aversa, l’aria è irrespirabile e la politica resta a corto di ossigeno. Baldascino: “Basta ordinanze fotocopia”

Ad Aversa anche respirare sta diventando un problema. E non per il clima politico, che pure avrebbe bisogno di una robusta boccata d’ossigeno. Stavolta il problema è letteralmente nell’aria. Polveri sottili. PM10. Inquinamento. E mentre cresce l’allarme per la salute pubblica, la risposta dell’amministrazione comunale sembra seguire un protocollo collaudato: prendere atto, emanare un’ordinanza e sperare che il vento faccia il resto. Una sorta di problem solving affidato alla meteorologia. A sollevare la questione è il consigliere comunale di opposizione Mauro Baldascino. Secondo i dati ARPAC richiamati dall’esponente della minoranza, nell’area aversana è stato nuovamente superato il limite annuale dei 35 giorni di sforamento del PM10. Nel mirino finisce l’ordinanza numero 303/2026 che, secondo Baldascino, si limita a riproporre gli obblighi già previsti dalla normativa regionale. Il classico copia e incolla istituzionale. Perché le polveri sottili non leggono le ordinanze. E soprattutto non si fermano davanti al timbro del Comune.

Irrisolto il problema del traffico

Primum vivere, deinde philosophari. Prima vivere, poi filosofare. Ma per vivere bisogna anche respirare. E ad Aversa il traffico nelle ore di ingresso e uscita dalle scuole trasforma intere strade in parcheggi a cielo aperto. Un gigantesco traffic jam che si ripete quotidianamente. Baldascino ricorda di aver proposto già due anni fa un Piano d’Azione Locale per la qualità dell’aria. E denuncia la mancata attuazione del Piano Urbano del Traffico, approvato circa un anno fa, oltre ai ritardi nell’acquisto delle navette elettriche previste dal progetto Scuolabus ereditato dalla precedente amministrazione. Ritardi che, a suo avviso, rischiano di compromettere i finanziamenti. Insomma, sulla carta non mancherebbero gli strumenti. È il passaggio dalla carta all’asfalto a sembrare particolarmente complicato. Il solito implementation gap: la distanza tra ciò che si programma e ciò che si realizza. Una specialità della politica che riesce talvolta a trasformare persino un piano del traffico in un documento destinato a restare fermo. Nel traffico, naturalmente.

Mauro Baldascino

Ma Baldascino non si limita alla denuncia. Propone un progetto di mobilità scolastica e pendolare concordato con Air Campania, sfruttando le linee già esistenti. L’idea è avviare una sperimentazione in due o tre istituti superiori con corse aggiuntive negli orari di ingresso e uscita, fermate sicure e collegamenti coordinati con i treni. Poi verificare i risultati: quanti studenti utilizzano il servizio, quante automobili restano a casa e quali correttivi introdurre. Tra le proposte anche abbonamenti agevolati o gratuiti, mappe dei collegamenti, QR code alle fermate e giornate di prova gratuita. Perché la mobilità sostenibile non si costruisce con le prediche. Si costruisce offrendo alternative convenienti.

Franco Matacena

Il consigliere suggerisce inoltre di scaglionare gli orari scolastici, introdurre brevi chiusure al traffico davanti agli istituti, individuare punti di accompagnamento a distanza pedonale e contrastare la sosta selvaggia. Un ruolo importante dovrebbe essere affidato agli stessi studenti, coinvolti come protagonisti del cambiamento. La richiesta al sindaco Franco Matacena è precisa: convocare entro trenta giorni un tavolo con Air Campania, dirigenti scolastici, genitori e studenti e rendere pubblico il cronoprogramma del Piano Urbano del Traffico. Non altri divieti, dunque, ma programmazione e interventi concreti. Naturalmente il traffico non è l’unica fonte di PM10.

Ma la complessità del problema non può diventare un alibi per rinviare gli interventi sui quali il Comune ha possibilità di incidere. Il green storytelling può funzionare sui social. Non abbatte le emissioni né libera le strade dalle automobili. Le polveri sottili sono invisibili. L’immobilismo amministrativo, quando c’è, si vede benissimo. E mentre la politica discute sul da farsi, gli aversani continuano a respirare. Non per scelta. Per necessità.

Mario De Michele

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