Aversa, Innocenti: “Pallino in mano a Matacena”. E poi l’attacco ai sabotatori della maggioranza: “Siamo da sempre nel mirino”

Non è un buon segnale un Giovanni Innocenti meno “moderato” del solito. Nell’intervista a Teleclub il presidente del consiglio comunale sveste i panni super partes, indossati sempre – gli va dato atto – nell’esercizio delle sue funzioni istituzionali, e parla da leader di Aversa Moderata e punto di riferimento dell’area centrista. Le dimissioni del sindaco Franco Matacena impongono una riflessione politica. In gioco c’è il futuro della città. Sullo sfondo otto mesi di commissariamento prefettizio. Sono trascorsi cinque giorni dalla decisione della fascia tricolore di gettare la spugna.

Ne restano quindici per tornare sui suoi passi. E i granelli della clessidra corrono veloci. Ricomporre i cocci della maggioranza sarà difficile. Non impossibile. Per senso di responsabilità bisogna provarci. Hic et nunc. Il tempo gioca contro la coalizione. Il traccheggiamento rischia di trasformarsi in un game over. Proliferano i fattori endogeni e sovracomunali. Restare sulla graticola favorirà quanti, e sono molti, lavorano già al dopo Matacena. Il countdown è iniziato. Sindaco e supporter dovranno sfoggiare un armamentario politico finora poco consistente per ritrovare l’unità.

L’aula consiliare

I RESPONSABILI DELLA CRISI
A Teleclub, pur mantenendo il consueto aplomb, unica nota stonata la cravatta a fiorellini, Innocenti non si rifugia nella diplomazia. Respinge la “narrazione banalizzante” di un dualismo con Matacena. Un falso tête-à-tête politico. “Si vorrebbe strumentalmente ridurre tutto a un braccio di ferro tra me e il sindaco. Sono stato il principale promotore della coalizione targata Matacena e la lista che ho avuto l’onore di guidare rappresenta il 35% delle forze che hanno eletto il sindaco”. L’attacco a una parte della maggioranza è frontale. Sans détour. Senza giri di parole. “Sulla questione della redistribuzione delle deleghe è stata messa in piedi una semplificazione artata da alcune forze politiche che dal primo giorno non fanno altro che ostacolare il percorso di alcuni consiglieri comunali e soprattutto il mio. Sicuramente non può essere una delega o una medaglia il casus belli”.

Il nodo è l’ostruzionismo delle componenti minoritarie della coalizione. Un friendly fire. “Da febbraio, soprattutto da quando ho l’onore di guidare Forza Italia in città, è nata una continua attività contro un gruppo. Da due anni e mezzo è chiaro a tutti che c’è una parte politica che ha me come bersaglio”. Perché? “Non saprei dirlo”, risponde Innocenti. Poi ipotizza che possa pesare il riconoscimento politico ottenuto in città. A chi si riferisce? Quasi certamente a Immagina Aversa e a Pietro Giglio, progressivamente allontanatosi, assieme alla nipote e consigliera Mimma Pisano, dalle posizioni di Aversa Moderata con l’obiettivo di entrare in giunta. Meno probabile un riferimento anche a Noi Aversani.

Franco Matacena e Giovanni Innocenti

IL FINTO DUALISMO CON IL SINDACO
Sulla presunta volontà di comandare al posto del sindaco, Innocenti richiama “la profezia che si autoavvera”. “Dal primo giorno ho sempre dovuto quasi giustificarmi del fatto che io non avevo nulla contro Matacena e che non stavo lavorando alle sue spalle. Gli atti lo dimostrano, i fatti lo dimostrano”. Poi un episodio emblematico. “In vista dell’ultima seduta consiliare alcuni consiglieri comunali sono arrivati al punto di fare delle scommesse sulla presenza in aula di Aversa Moderata e dell’area centrista”.

Una sorta di toto-presenze in salsa politicienne. Un comportamento che, secondo Innocenti, favorisce forze minoritarie interessate a creare confusione per tornaconto politico e personale. Il presidente auspica un dibattito che non si riduca “a un inciucio o alle chiacchiere da bar”. E difende quindi i consiglieri assenti dall’ultima seduta: non si sono sentiti coinvolti nelle scelte. Al sindaco spettano la guida dell’amministrazione e la sintesi tra le forze politiche. Un primus inter pares chiamato a fare sintesi. Un principio elementare che sembra sfuggire ad alcuni. Forse perché non hanno frequentato l’università della politica, ma l’asilo nido. “La politica è l’arte della sintesi, è l’arte del confronto”.

Il municipio di Aversa

“COLPITI IN CONTINUAZIONE”
Innocenti rivendica maggiore condivisione e regole uguali per tutti. Niente doppi standard. Respinge inoltre la rappresentazione dei consiglieri moderati come suoi gregari: “Cercare in continuazione di ridimensionare i consiglieri di Aversa Moderata e della confederazione centrista, che hanno una grande voglia di dare, a persone che si farebbero manipolare da me è un disegno ridicolo, oltre che offensivo”. Poi rimarca l’autonomia delle componenti centriste e cita Raffaele De Gaetano, promotore del Centro per Aversa. Un commercialista esperto che, a suo giudizio, avrebbe potuto offrire un contributo importante in giunta.

Ora che fare? Ci sono margini per ricucire? La fenêtre de tir si restringe. “In questi giorni, devo essere sincero, non c’è stato nessun contatto con Matacena”. Innocenti non azzarda pronostici. Invita il sindaco a un’analisi seria e sincera delle forze che compongono la maggioranza. Considera le dimissioni una scelta difficile e ponderata. “È stato gesto di grande senso delle istituzioni, non poteva fare altrimenti dinanzi a una situazione del genere”.

Accordo o tutti a casa

IL PRONOSTICO E I RICATTI
A differenza dei consiglieri bookmaker il leader di Forza Italia non accetta scommesse sul ritiro delle dimissioni. No betting. “Non faccio pronostici, non sta a me farlo, rispetto ogni decisione del sindaco”. E se non si trovasse una via d’uscita? “Quando l’amministrazione va a casa in anticipo la colpa è di tutti. Un progetto politico che arriva al capolinea è il fallimento di tutti. È chiaro che il capo dell’amministrazione è il primo responsabile”. Non è chiusa la porta della ricomposizione ma ora “il pallino non è in mano a me, ma è in mano al sindaco”. La deadline incombe. Molto interessante il capitolo dei presunti ricatti politici a Matacena. “Io e la mia area politica non abbiamo mai fatto ricatti”, sottolinea Innocenti. Che aggiunge: “Ci sono state delle condotte ascrivibili ad altri soggetti che non ho condiviso. Io stesso ho detto al sindaco che in tal caso avrebbe dovuto prendere le eventuali contromisure”.

Ecco un Innocenti meno moderato del solito. Forse perché è arrivato il tempo delle scelte chiare. Cincischiare non serve a nessuno. O si riparte davvero e nel modo giusto o tutti a casa. Tertium non datur. Per il bene della città. E della maggioranza consiliare. Se ancora ne esiste una.

Mario De Michele

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