“Dunque, dove eravamo rimasti?”. Quelli di una certa età ricorderanno le parole di Enzo Tortora al suo ritorno in televisione a Portobello dopo quattro anni di assenza e un drammatico caso giudiziario. Un complotto di pentiti e camorristi fece finire in cella il notissimo conduttore. Poi il castello di carta crollò miseramente. Lungi da volerci paragonare a lui prendiamo spunto da quella frase memorabile e signorile di un galantuomo della tv e riprendiamo da dove eravamo rimasti un anno e quattro mesi fa, quando avevamo messo mano a un’inchiesta sul patrimonio occulto, o meglio occultato, da Angelo Brancaccio. Fu allora che l’ex sindaco di Orta di Atella, nel tentativo di imbavagliarci, orchestrò la ridicola sceneggiata della fantomatica estorsione ai suoi danni. Dopo sedici mesi il Tribunale di Napoli Nord ha fatto giustizia. E ha ristabilito la verità vera spazzando via la vergognosa finta verità propinata sui social da un soggetto condannato per associazione mafiosa, arrestato tre volte nell’arco di otto anni e interdetto a vita dai pubblici uffici. Un soggetto che nonostante il patto con il clan Mallardo e i Casalesi stipulato durante il sacco edilizio della città non ha voluto mollare l’osso per continuare a essere il “padrone di Orta di Atella”, come lo definiscono i giudici nelle sentenze.

LE LISTE TARGATE BRANCACCIO
Ed ecco la nascita nel 2018 della lista Coraggio, capeggiata da Pasquale Ragozzino, nipote di Brancaccio, ridenominata nell’ultima consiliatura Orta Prospettiva Futura. Ed ecco la lista Moderati e Riformisti, nata da poco in vista delle comunali della prossima primavera (clicca qui). Un attaccamento al potere solo apparentemente inspiegabile. Tutti affermano sorpresi: “Con i soldi che ha fatto potrebbe vivere alle Seychelles”. Ma lui di andarsene da Orta di Atella non ci ha mai pensato. Le ragioni della perseveranza dell’ormai 67enne Brancaccio sono sempre le stesse. Un modus operandi genetico. E il DNA non si modifica, se non in laboratorio. Utilizzare la politica per fare affari milionari e intascare soldi a palate. Un comportamento impresso dai giudici negli atti giudiziari. E confermato anche dal patrimonio di famiglia cresciuto a dismisura da quando è diventato sindaco.

GLI AFFARI DI FAMIGLIA
Nella puntata di oggi ci occupiamo di una parte della vita poco nota da imprenditrice della moglie di Brancaccio, la signora Rosa Improta. Una casalinga proprietaria, tra i numerosi beni mobili e immobili, del 75,8% delle quote dell’Acqua Dream Srl, società che possiede e gestisce il parco acquatico di Succivo (link e foto della visura camerale storica in basso). L’azienda ha la sede sociale in via Salvo D’Acquisto Snc, località Masseria di mezzo, medesima sede delle piscine. E ha un capitale sociale di 200mila euro. Il presidente del consiglio di amministrazione è Salvatore Del Prete “Monsignore”, fedelissimo di Brancaccio, ex sindaco di Orta di Atella. La sua amministrazione fu sciolta nel 2008 per camorra. Attualmente è composta da numerosi soci, ma la maggior parte di essi è titolare di quote minime e irrisorie che ammontano, in taluni casi, ad appena 110 euro. Altri soci posseggono quote pari a 220 euro o a 330 euro, altri ancora tra mille e 10mila euro.

LE PISCINE DI ROSA IMPROTA
La ditta e le piscine sono nelle mani della signora Improta che possiede i tre quarti delle quote sociali. Che si tratti di un affare di famiglia lo dimostra il fatto che Tania Brancaccio e Macha Brancaccio, figlie disoccupate di Angelo Brancaccio, sono consigliere del Cda. In pratica la società è gestita da un uomo legatissimo a Brancaccio, dalle due figlie del Brancaccio, entrambe disoccupate, e il 75,8% delle quote appartiene alla moglie casalinga. C’è poi la ciliegina sulla torta: l’ex sindaco di Orta di Atella è il direttore generale della struttura. Il valore di mercato del parco acquatico, composto da tre piscine attrezzate, da una grande pineta, da un primo piano con ampio terrazzo costruito sopra la sala ristorante, da un’ampia zona antistante le piscine, oltre che da un grandissimo parcheggio per le auto dei clienti, è di circa 3 milioni di euro.

L’ASSETTO SOCIETARIO
Inizialmente, tra gli altri, facevano parte della società Acqua Dream Srl lo stesso Angelo Brancaccio, Gennaro Dell’Aversana e Giovanni Ottaviano. Quest’ultimo ha gestito per anni una sala scommesse, oggi non più operativa, nei pressi dei campi di calcetto che si trovano in una traversa di via Massimo Troisi ad Orta di Atella. Gennaro Dell’Aversana invece è un noto imprenditore di Succivo della catena dei ristoranti-pizzeria denominati prima “Faré”, poi “Milord”, ma negli anni potrebbe aver ulteriormente mutato la denominazione delle sue attività. Dell’Aversana è notoriamente legato da una lunga e stretta amicizia con il boss di Succivo Salvatore Mundo, detto ‘o Mister”, condannato a 14 anni per associazione camorristica e considerato il referente dei Casalesi nella zona atellana, inclusa Orta di Atella, per conto del gruppo di Giuseppe Russo, alias Peppe ‘o Padrino, alleato con il gruppo capeggiato da Francesco Schiavone Sandokan. Il nome di Mundo è ricorrente nell’inchiesta che si è conclusa con la condanna di Brancaccio a 4 anni e sei mesi per reati di camorra (416-bis).

LA MESSA IN SICUREZZA
Dalla visura camerale storica dell’Acqua Dream Srl risulta che Gennaro Dell’Aversana è stato nominato amministratore unico della società il 26 aprile 2001. Brancaccio invece ha ricoperto la carica di amministratore dal 3 marzo 2003, incarico da cui cessa il 15 novembre 2007. Mentre Giovanni Ottaviano nel 2009 è iscritto alla carica di consigliere. Nello stesso anno, il 2009, sono consiglieri della società anche Brancaccio e Dell’Aversana. Il 12 marzo 2011 inizia l’era di Del Prete “Monsignore”. Viene nominato presidente del consiglio di amministrazione, carica tuttora ricoperta. Macha, secondogenita di Brancaccio, entra nel Cda il 13 aprile 2019. Il 1° aprile 2023 è una data da segnare con l’evidenziatore. Infatti Brancaccio inizia a “mettere in sicurezza” il parco acquatico. Entra nel Cda dell’Acqua Dream Tania Brancaccio, primogenita dell’ex fascia tricolore, e viene riconfermata come consigliera l’altra figlia Macha.

140MILA EURO VERSATI DALLA MOGLIE
Il parco acquatico diventa a tutti gli effetti un grosso affare di famiglia il 26 giugno 2024, quando Rosanna Improta diventa la proprietaria del 75,8% delle quote societarie dell’azienda con il versamento di 140.222 euro. Attualmente i tre quarti dell’azienda sono posseduti dalla moglie di Brancaccio, e la società è gestita da Del Prete “Monsignore”, nella veste di presidente del Cda, e da Tania e Macha Brancaccio, in qualità di consigliere del Cda. Una domanda è d’obbligo: da dove provengono i 140.222 euro versati da lady Brancaccio per l’acquisto i tre quarti delle quote dell’Acqua Dream Srl? È superfluo ribadire che l’ex fascia tricolore è stato condannato per associazione di stampo mafioso proprio per aver fatto soldi a carriole grazie al patto con i clan durante il boom edilizio. Non solo. Un altro approfondimento che potrebbe riservare sorprese clamorose riguarda l’aspetto urbanistico ed edilizio dell’impianto Acquadream. La struttura come appare oggi è conforme in ogni sua parte al permesso di costruire rilasciato dal Comune di Succivo? Dei “passaggi di mano” e degli altri soci dell’Acqua Dream Srl e delle altre proprietà della signora Improta & figlie parleremo nella prossima puntata. Da non perdere.
Nel frattempo consigliamo agli improbabili novelli influencer di non gettare fango sulle persone che nella vita possono aver vissuto comunissimi momenti di fragilità psicologica. Anche l’anoressia che colpisce alcune donne è un sintomo di un disagio mentale. Non è certo una colpa che va rinfacciata sui social. Farlo, oltre che da ignoranti, è offensivo e indecente nei confronti di tante persone. Incluse quelle di famiglia.
Mario De Michele
(continua…)
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