Piedimonte Matese- No alla destinazione d’uso dei fabbricati ex manifatture del Matese. Sulla scia del parere negativo della soprintendenza di Caserta  il comune di Piedimonte Matese ha negato  l’autorizzazione paesaggistica presentata dal gruppo Di Pietro proprietario di gran parte del complesso esistente  lungo l’ex ss 158.   Il progetto bocciato quanto a mancato nullaosta ambientale fa parte del cosiddetto programma di riqualificazione di aree urbane degradate . La richiesta del permesso a costruire  nella fattispecie  di sostituzione edilizia, con modifica della festinazione d’uso è stata presentata nel 2011 .

La locale commissione locale per il paesaggio aveva espresso parere favorevole in via definitiva dopo aver ottenuto una serie di chiarimenti ed integrazione dai progettisti redattori del progetto per conto  del gruppo matesino ma a dicembre scorso è sopraggiunto il No degli uffici periferici del ministero con la presa d’atto del parere negativo vincolante da parte dell’amministrazione comunale:”.. le opere progettate incompatibili con l’interesse paesaggistico tutelato…” è la motivazione della Soprintendenza di Caserta. Ecco il dispositivo del provvedimento:” Visto l’avvio del procedimento finalizzato al diniego dell’autorizzazione paesaggistica ai sensi dell’art. 146,  l’autorizzazione paesaggistica in  relazione alle opere in progetto relative all’istanza Prot.n. 14766 del 12/08/2011 concernente il rilascio del permesso di costruire per la sostituzione edilizia con cambiamento di destinazione d’uso dell’ex “Manifattura del Matese” nell’ambito del Programma di Riqualificazione di Aree Urbane Degradate, ai sensi del comma 5, art. 7, della L.R. n. 19/2009 e ss.mm.ii., sita in Piedimonte Matese alla Via S.S. 158 Dir Sud, alla ditta in indirizzo, Gruppo DI PIETRO s.a.s. di Di Pietro Ruggiero, con sede in Piedimonte Matese  in quanto il progetto  in questione è stato oggetto di parere negativo, vincolante, da parte della competente Soprintendenza  BB.AA.AA.AA.SS di Caserta con nota prot. N. 0024127 del 04.12.2013”.

Michele Martuscelli

 

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