Due episodi, negli ultimi giorni, hanno contribuito a mantenere alla ribalta un deprecabile fenomeno che, a Napoli ed in Campania, non sembra avere freni. Non perché in questa straordinaria città la gente sia più violenta che altrove, anzi! Per quanto ristretto ad una piccolissima minoranza, il fenomeno della violenza sulle donne e, nella fase più tragica, del femminicidio non arretra, i numeri dicono anzi che continua a crescere. Napoli. Ornella Pinto, 40 anni, è stata uccisa, trafitta da 15 pugnalate sferrate dal compagno, mentre il figlio di di 4 anni dormiva nella stanza accanto. I sanitari del Cardarelli, dove hanno tentato disperatamente, quanto inutilmente, di salvarla, hanno parlato di ‘inaudita violenza’.

Altro giro, ancora violenza. Casandrino. Caterina Stellato, 40 anni, si è rivolta alla trasmissione ‘Chi l’ha visto?’ nel tentativo disperato di chiedere aiuto. Il suo ex compagno al momento è in prigione, avrebbe persino cercato di arrampicarsi lungo un tubo per arrivare all’appartamento della donna. Nonostante ci fosse un ordine del Tribunale che gli intimava di di non avvicinarsi alla donna. Caterina Stellato ha paura, ci sarà qualcuno disposto a raccogliere il suo disperato grido di aiuto?  

C’è poi un terzo caso di lite in famiglia. All’ennesima lite tra il padre e la madre, una ragazza, avvisata dalla sorella, da Milano ha chiamato il 113 consentendo così agli agenti del Commissariato Vicaria Mercato di Napoli di mettere fine ad una lite che rischiava di degenerare. Il litigio è scoppiato, ancora una volta, davanti ai figli della coppia, due dei cinque, ancora una volta per motivi economici. Il fratellino 12enne, attanagliato dalla paura, si era rifugiato nel soppalco della sua camera da letto, dove è stato trovato dagli agenti. In casa c’era anche il nipote della coppia, un bimbo di 2 anni, figlio della ragazza maggiorenne, che la mamma ha messo al sicuro a casa dei vicini. L’uomo, che ha 51 anni, quando ha visto arrivare la Polizia è andato su tutte le furie. Davanti ai poliziotti si è scagliato contro la moglie ritenendola responsabile della telefonata al 113 che invece era arrivata da Milano. Gli agenti sono stati costretti a bloccarlo: è stato arrestato, per maltrattamenti ed è finito in carcere, a Poggioreale.

Intanto i dati parlano di un tragico susseguirsi di maltrattamenti ai danni di donne di ogni età e di ogni ceto sociale. Solo il comando provinciale dei carabinieri di Napoli, da gennaio a novembre 2020, hanno ricevuto oltre 970 denunce per maltrattamenti in famiglia: 304 arresti, 653 le persone denunciate, 159 i divieti di avvicinamento. Per quel che riguarda lo stalking: 698 denunce presentate ai della provincia di Napoli, 142 le persone arrestate, 390 quelle denunciate, 166 i divieti di avvicinamento notificati. Tre i casi di femminicidi: Romana Danielova, a Lago Patria; Maria Adalgisa Nicolai, a Portici e Lucia Caiazza a Casavatore. E proprio i carabinieri di Napoli, hanno dato inizio ad una campagna di sensibilizzazione, basata anche sulla distribuzione alle varie stazione della provincia, di un poster con il quale si invita a denunciare (a sinistra nella foto). E le cose non vanno certamente meglio nel resto della regione, anzi: stando ai dati del 1919, quelli del 2020 sono ancora in fase di elaborazione, La Campania è la seconda regione in Italia dove l’indice di delitti commessi/denunce presentate, si registra il balzo in avanti più elevato. Si tratta di dati diffusi dalla Polizia di Stato (a fine 2019, il 25 novembre), relativi ai reati con vittime di sesso femminile in rapporto alla stessa popolazione femminile residente. Al primo posto c’è la Sicilia con 8,88% di vittime ogni diecimila abitanti, la Campania segue a ruota con l’8,68%. Nell’80% dei casi le vittime sono italiane, gli autori anche che raggiungono la percentuale del 74%, e molto spesso, per non dire sempre, si tratta del compagno o di una persona, comunque conosciuta. Dunque, non ci vuole la zingara, per affermare che occorre fare di più. A cominciare dalla necessità di mettere in condizione di non nuocere ai violenti. A scappare dovrebbe essere chi usa la violenza. Invece, non di rado, capita che debba farlo chi la subisce!

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