Il terremoto si sta abbattendo dall’alba di oggi, 7 maggio, su Genova, Spezia e la Liguria intera. E stando alle forze in campo schierate dalla Guardia di Finanza, sta facendo crollare un intero sistema: da una parte favori per aziende e imprenditori, dall’altra il ritorno in denaro sonante. Solo che per i pm genovesi, per il gip e per la Guardia di Finanza non si tratta di normali finanziamenti, ma di reati. Di mazzette. Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, al tramonto del suo secondo mandato finisce ai domiciliari. L’accusa è di corruzione. Tra le operazioni sotto la lente ci sono concessioni di aree portuali, come quella legata al Terminal Rinfuse, ma anche pagamenti occulti di spazi pubblicitari, come il maxi cartellone luminoso sul grattacielo più alto di Genova e dove spesso è apparsa la scritta Esselunga. Al governatore Toti si contesta di avere accettato da Aldo Spinelli e Roberto Spinelli le promesse di vari finanziamenti e ricevuto complessivamente 74.100 euro a fronte di più impegni. Tra questi c’era l’impegno a “trovare una soluzione” per trasformare la spiaggia di Punta Dell’Olmo da libera a privata, agevolare l’iter di una pratica edilizia relativa al complesso immobiliare di Punta Dell’Olmo di interesse degli Spinelli. Ma anche velocizzare e approvare la pratica di rinnovo per trent’anni della concessione del Terminal Rinfuse, assegnare agli Spinelli gli spazi portuali dell’ex Carbonile e agevolare gli imprenditori nella pratica del “tombamento” di Calata Concenter, approvata nel 2022. Arresti domiciliari anche per Matteo Cozzani, capo di gabinetto e braccio destro di Toti. E’ accusato di corruzione elettorale, aggravato dalla circostanza di cui all’art. 416-bis.1 c.p. perché, per l’accusa, avrebbe agevolato l’attività di Cosa Nostra. In particolare avrebbe agevolato il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova. E’ accusato anche di corruzione per l’esercizio della funzione. Nell’ambito dell’inchiesta della procura di Genova su un giro di corruzione, è indagato anche Francesco Moncada, consigliere di amministrazione di Esselunga S.p.A.. Moncada, sottoposto al divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale e professionale con l’accusa di corruzione. Stessa misura per Roberto Spinelli, imprenditore nel settore logistico ed immobiliare, figlio di Aldo Spinelli, e per Mauro Vianello, imprenditore operante nell’ambito del Porto di Genova, accusato di corruzione nei confronti di Signorini, ex presidente del porto.

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