Il sistema dell’informazione è corrotto. Un corteo, una manifestazione, una protesta diventano una notizia soltanto quando ci sono tensioni tra manifestanti e forze dell’ordine. Meccanismi che puntualmente si stanno ripentendo anche in questo momento, quando il corteo a fatica, vista l’enorme partecipazione, sta attraversando le strade del centro di Roma.

Vogliamo rompere questo meccanismo dell’informazione e dare peso alle rivendicazioni di questo variegato popolo di giovani senza futuro, di precari, operai, studenti, pensionati. Tutti insieme in piazza perché uniti dal bisogno di iniziare a costruire un futuro migliore, con al centro i bisogni degli esseri umani e non della finanza. Abbiamo deciso di non cadere nel tranello dell’informazione mainstream e trasmettiamo ai nostri lettori gli striscioni e le rivendicazioni degli indignati italiani. Ad aprire il corteo c’era lo striscione People of europe, rise up”. accompagnato da “Cristo e’ qui. Quando ci sara’ tutta la Chiesa?”. In piazza, poi, anche gli aquiliani “Dall’epicentro della crisi ora tremate voi”, “Voi indegni, noi indignati”. Su piazzale Esquilino un gruppo di manifestanti idealmente crocifissi, tengono delle croci di cartone sulle quali, al posto di Inri, campeggiano le scritte “Se non occupavo la grotta stavo ancora a gira’; con il reddito garantito non avrei mai tradito; padre, non perdonarli perche’ sanno quello che sanno”. In piazza, inoltre, ci sono i Cobas, la Cub, i No Tav, la Fiom tutti a ricordare ‘Noi la crisi non la paghiamo’ e ‘Soli non siamo nulla, uniti siamo una forza’.

Proprio adesso la testa del corteo è arrivata in piazza San Giovanni dove ci sarà un rapido comizio che dovrebbe poi lasciare spazio all’acampada

 

Angelo Golia

Ndr: per far in modo che le ragioni della moltidine del 15 ottobre non siano inghiottite dallo sterile dibattito violenza si, violenza no pubblichiamo di seguito l’appello del coordinamento 15 ottobre. Un modo per riprendere le ragioni della manifestazione.

IL 15 OTTOBRE SARÀ UNA GIORNATA EUROPEA E INTERNAZIONALE DI MOBILITAZIONE
“gli esseri umani prima dei profitti, non siamo merce nelle mani di politici e banchieri, chi pretende di governarci non ci rappresenta, l’alternativa c’è ed è nelle nostre mani, democrazia reale ora!”
Commissione Europea, governi europei, Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale,  multinazionali e poteri forti ci presentano come dogmi intoccabili il pagamento del debito, il pareggio del bilancio pubblico, gli interessi dei mercati finanziari, le privatizzazioni, i tagli alla spesa, la precarizzazione del lavoro e della vita. Sono ricette inique e sbagliate, utili a difendere rendite e privilegi, e renderci tutti schiavi. Distruggono il lavoro e i suoi diritti, i sindacati, il contratto nazionale, le pensioni, l’istruzione, la cultura, i beni comuni, il territorio, la società e le comunità, tutti i diritti garantiti dalla nostra Costituzione. Opprimono il presente di una popolazione sempre più impoverita, negano il futuro ai giovani. Non è vero che siano scelte obbligate. Noi le rifiutiamo. Qualunque schieramento politico le voglia imporre, avrà come unico effetto un’ulteriore devastazione sociale, ambientale, democratica. Ci sono altre strade, e quelle vogliamo percorrere, riprendendoci pienamente il nostro potere di cittadinanza che è fondamento di qualunque democrazia reale. Non vogliamo fare un passo di più verso il baratro in cui l’Europa e l’Italia si stanno dirigendo e che la manovra del Governo, così come le politiche economiche europee, continuano ad avvicinare. Vogliamo una vera alternativa di sistema. Si deve uscire dalla crisi con il cambiamento e l’innovazione. Le risorse ci sono. Si deve investire sulla riconversione ecologica, la giustizia sociale, l’altra economia, sui saperi, la cultura, il territorio, la partecipazione. Si deve redistribuire radicalmente la ricchezza. Vogliamo ripartire dal risultato dei referendum del 12 e 13 giugno, per restituire alle comunità i beni comuni ed il loro diritto alla partecipazione. Si devono recuperare risorse dal taglio delle spese militari. Si deve smettere di fare le guerre e bisogna accogliere i migranti. Le alternative vanno conquistate, insieme. In Europa, in Italia, nel Mediterraneo, nel mondo. In tanti e tante, diversi e diverse, uniti. E’ il solo modo per vincere. Il Coordinamento 15 ottobre, luogo di convergenza organizzativa dei soggetti sociali impegnati, invita tutti e tutte a preparare la mobilitazione e a essere in piazza a Roma, riempiendo la manifestazione con i propri appelli, con i propri contenuti, con le proprie lotte e proposte. PER LA NOSTRA DIGNITÀ E PER CAMBIARE DAVVERO

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