False fatture, scoperta evasione da 95 milioni

SALERNO – Un’ evasione fiscale per 95 milioni di euro è stata scoperta dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta per l’utilizzo di false fatture, che vede coinvolte varie imprese edili del Vallo di Diano nel Salernitano operanti nel Nord-Est.

L’indagine ha consentito di individuare un imprenditore originario di Padula (Salerno), che operava nel territorio di Camisano Vicentino, le cui aziende, nonostante il notevole giro di affari, risultavano sistematicamente in perdita dal 2005 e, per questo in una posizione creditoria nei confronti dell’Erario, attraverso l’utilizzo di false fatture. Le successive indagini svolte dalle fiamme gialle hanno confermato che un imprenditore vicentino, dietro il pagamento di un congruo corrispettivo, aveva ceduto ad altri imprenditori, tra cui il collega originario del salernitano, interi bollettari di fatture “in bianco” recanti l’intestazione ed il timbro della propria azienda. I documenti venivano poi compilati dagli utilizzatori nella parte riguardante le fittizie prestazioni di servizio ricevute e gli importi corrisposti, comprensivi di Iva, a seconda delle necessità di ciascuna azienda di “aggiustare” ad hoc la propria dichiarazione fiscale. Al termine del lavoro investigativo, la Guardia di Finanza ha accertato che l’imprenditore di Padula (Salerno), titolare di quattro società di capitali e di una ditta individuale tutte operanti nel settore edile, avrebbe indebitamente dedotto costi fittizi per 65 milioni di euro, Iva relativa per 13,6 milioni di euro ed Iva dovuta per 13,3 milioni di euro, evadendo inoltre 3,5 milioni di euro di imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), mediante l’utilizzo delle false fatture dell’azienda vicentina e riguardante lavori edilizi mai effettuati. L’impresa infatti non è risultata disporre di attrezzature tecniche necessarie, né la manodopera necessaria per giustificare volumi d’affari di svariate decine di milioni d’euro per gli anni d’imposta finiti sotto la lente d’ingrandimento delle fiamme gialle. L’imprenditore campano è stato segnalato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sala Consilina per dichiarazione fraudolenta attraverso l’ uso di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione infedele ed indebita compensazione delle imposte. E’ finita nei guai anche la moglie una 37enne sudamericana, che avrebbe acquistato degli immobili senza disporre di un reddito adeguato. Gli accertamenti, infatti, hanno riguardato l’acquisto di un appartamento ed annesso box auto a Camisano Vicentino nel 2006, attraverso la sottoscrizione di un mutuo per 230 mila euro, nonché di un’ulteriore abitazione nel comune di Padula acquistata per 40 mila euro dalla propria suocera. Le indagini hanno consentito di accertare che la donna aveva sottoscritto il mutuo ipotecario in forza di due fittizi contratti di lavoro stipulati con le società del marito e che l’imprenditore, con cadenza mensile, le trasferiva fondi dai conti intestati alle società per il pagamento delle rate di mutuo. Nel mirino degli investigatori anche un secondo immobile che sorge nel territorio di Padula. I beni sono finiti sotto sequestro mentre l’imprenditore dovrà rispondere anche del reato di trasferimento fraudolento di valori e la moglie di riciclaggio.

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