“L’Italia è oggi il 4° Paese esportatore al mondo, davanti al Giappone. Un risultato che racconta una trasformazione profonda del nostro sistema produttivo. Negli ultimi dieci anni l’export italiano è cresciuto del 48%, più di Francia e Regno Unito. Una crescita fondata sul valore, non sui volumi”. Lo ha dichiarato Nicola Caputo, consigliere del ministro Antonio Tajani per l’internazionalizzazione della filiera agroalimentare e per le politiche europee e internazionali di settore. “Agroalimentare, moda e design, mobili e arredamento, meccanica sono il cuore delle filiere italiane che tengono insieme qualità, territori e capacità di stare sui mercati internazionali. Sull’agroalimentare – spiega Caputo – la leva decisiva è la valorizzazione delle filiere: produzione agricola, trasformazione, qualità certificata, logistica, promozione e accesso ai mercati devono muoversi in modo integrato. È questo approccio che consente alle imprese di crescere, rafforzare il posizionamento internazionale e difendere il valore dell’origine”.

Caputo aggiunge: “È proprio la forza delle filiere che rende possibile contrastare l’Italian sounding. Perché dove l’imitazione trova spazio, l’originale, se organizzato, riconoscibile e presente, ha tutte le condizioni per affermarsi e scalzare il falso. Dobbiamo continuare a esportare di più, con obiettivi chiari: 100 miliardi di export agroalimentare e 700 miliardi di export complessivo come traguardo di sistema-Paese Per raggiungerli è centrale l’azione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, guidato dal ministro Tajani, che opera all’estero attraverso il coordinamento della rete di promozione economica e il ruolo attivo delle Ambasciate, ma anche in Italia, con una riorganizzazione che rafforza la dimensione economica, mettendo l’internazionalizzazione e il sostegno alle imprese al centro dell’azione istituzionale”.
“Questo risultato – conclude il consigliere del ministro Tajani per l’internazionalizzazione della filiera agroalimentare e per le politiche europee e internazionali di settore – è costruito dalla forza di migliaia di piccole e medie imprese italiane, radicate nei territori, specializzate, competitive nel mondo. L’Italia non è solo un Paese che esporta. È un Paese che costruisce valore lungo le filiere. Ed è da qui che passa la crescita, il lavoro e il futuro”.












