La tubercolosi abbatte i capi di bestiame. La Regione Campania prova ad arginare i danni economici. Sul piatto ci sono 450mila euro di ristori destinati agli allevatori bovini e bufalini colpiti dall’emergenza sanitaria. Un sostegno per le aziende costrette a fare i conti con abbattimenti, restrizioni e pesanti perdite economiche. A rivendicare il risultato è Marcello De Rosa, presidente regionale di Noi di Centro ed ex sindaco di Casapesenna, che sottolinea il lavoro svolto insieme all’assessore regionale all’Agricoltura Maria Carmela Serluca e il confronto costante con gli operatori del settore. Dalle richieste degli allevatori alle risposte delle istituzioni. Con un obiettivo preciso: tutelare le imprese e salvaguardare una filiera strategica per l’economia campana.

Il provvedimento annunciato prevede 550 euro per ogni femmina abbattuta di età superiore ai 18 mesi e 2,60 euro al giorno per ciascun animale sottoposto a confinamento, fino a un massimo di 180 giorni. I 450mila euro sono destinati alle aziende interessate dagli abbattimenti effettuati tra il 2024 e il 15 agosto 2026. Un sostegno economico che punta ad attenuare le conseguenze di un’emergenza sanitaria capace di trasformarsi rapidamente in una crisi aziendale. Perché dietro ogni capo abbattuto non c’è soltanto una perdita economica immediata. Ci sono investimenti, costi di allevamento, produzione compromessa e prospettive di reddito che rischiano di andare in fumo. Per un’impresa zootecnica la tubercolosi non rappresenta soltanto un problema veterinario. Può diventare una pesante ipoteca sulla continuità dell’attività.

De Rosa mette l’accento proprio su questo aspetto. E rivendica il lavoro politico e istituzionale che, a suo giudizio, ha consentito di arrivare allo stanziamento. “Grazie al nostro impegno, al lavoro dell’assessore regionale all’Agricoltura Maria Carmela Serluca e al confronto costante con gli allevatori campani, portiamo a casa un risultato importante per un settore fondamentale della nostra economia”, sottolinea il presidente campano di Noi di Centro. Non soltanto una questione di risorse. Per il presidente regionale del partito di Mastella il punto centrale è il metodo. Ascoltare le istanze degli operatori, confrontarsi con le istituzioni e tradurre le richieste in interventi economici. Un percorso che De Rosa descrive come il frutto di un lavoro costante, non di un’iniziativa estemporanea. “Questo risultato – osserva – non arriva per caso. È il frutto di un lavoro serio, di un dialogo continuo e della capacità di trasformare le richieste degli allevatori in risposte concrete delle istituzioni. La politica deve essere questo: ascoltare, lavorare e portare risultati!”.

Il tema del resto va ben oltre il singolo indennizzo. La zootecnia bovina e bufalina rappresenta una componente importante dell’economia agricola campana, con aziende, lavoratori e attività produttive legate a una filiera che coinvolge allevamento, trasformazione e commercializzazione. Le misure di contenimento della tubercolosi sono necessarie sul piano sanitario, ma possono produrre effetti pesanti sui bilanci delle imprese interessate. Da qui l’esigenza di affiancare ai controlli veterinari strumenti di sostegno economico. I ristori annunciati costituiscono dunque una risposta alle perdite subite. Le domande potranno essere presentate attraverso la piattaforma regionale SIARC.
Intanto De Rosa ribadisce l’impegno del suo movimento a seguire la vertenza. “Continueremo a essere al fianco dei nostri allevatori, a difendere il loro reddito, le loro aziende e il futuro della zootecnia campana”. La chiusura del suo intervento è affidata a uno slogan che sintetizza la linea rivendicata dal presidente regionale di Noi di Centro: “Meno parole, più fatti. Sempre dalla parte di chi lavora e produce!”.
Un impegno che non si esaurisce con lo stanziamento dei fondi. La vera sfida è garantire continuità e prospettive a un comparto che rappresenta un patrimonio economico e produttivo della Campania. E per chi ogni giorno lavora nelle stalle, tra sacrifici e incertezze, il futuro non può restare appeso alle emergenze. Deve poggiare su certezze.
Mario De Michele





