
di Mario De Michele
Parchi Pozzi e Parco Balsamo, edilizia residenziale pubblica e debiti fuori bilancio. Sono questi i punti all’ordine del giorno dell’assise convocata dal presidente del consiglio Giovanni Innocenti per domani alle 10 e in seconda battuta mercoledì alle 16. La seduta, richiesta dall’opposizione, si preannuncia infuocata nel solco di quelle andate in scena ultimamente, anche perché, al netto della discussione sugli argomenti sul tappeto, non sono esclusi altri scossoni nella maggioranza. Franco Matacena non ha ancora trovato la quadra sulla nuova giunta. Dopo il siluramento di Alfonso Oliva il sindaco ha affidato a Francesco Di Palma di Immagina Aversa la delega di vice, senza però completare il mosaico dell’esecutivo.

A ostacolare l’ingresso in giunta di Federica Turco e Raffaele De Gaetano c’è la richiesta di Pietro Giglio di occupare la poltrona di assessore. Ma è difficile immaginare che l’interdizione del consigliere possa aver indotto Matacena a tergiversare. In maggioranza e tra le fila dell’opposizione si rafforza l’idea che il sindaco in realtà “utilizzi” Giglio per differire o impedire l’ingresso di De Gaetano nel team di governo. Mentre Turco sarebbe gradita a Matacena, il promotore della lista Il Centro per Aversa non piace un granché alla fascia tricolore, forse per la sua vicinanza a Innocenti.

C’è di più. E quel di più è Marco Villano. Il consigliere regionale del Pd, fedelissimo di Stefano Graziano, ha intensificato il legame con l’assessore Francesco Sagliocco di Noi Aversani, gruppo consiliare capeggiato da Turco. Si susseguono gli incontri e in qualche occasione Villano ha anche fatto capolino al municipio con la scusa di farsi carico in Regione di alcune questioni amministrative. In realtà le elezioni politiche sono alle porte. E quindi c’è da portare acqua e voti al mulino dem, soprattutto se sarà di nuovo in campo Graziano. In altre parole Villano sta preparando il terreno al suo leader in vista della sfida per il rinnovo del Parlamento. Si vocifera che abbia addirittura fatto balenare l’ipotesi della candidatura a sindaco di Turco alla guida della coalizione di centrosinistra. Una prospettiva al momento remota ma le manovre di Villano sono infinite, ergo tutto è possibile.

Un’altra carta giocata da Matacena per stoppare De Gaetano è quella tirata fuori dal mazzo a seconda delle convenienze: “Non cedo ai ricatti”. Nell’entourage del sindaco, poco avvezzo alla politica, si fa leva spesso su questo argomento molto scivoloso. Se la richiesta di De Gaetano di entrare in giunta fosse davvero un ricatto e se Matacena non cede ai ricatti apparirebbe difficilmente spiegabile la decisione del sindaco di indicare Di Palma come suo vice. Immagina Aversa infatti ha spalleggiato in assise Oliva nella sua battaglia contro Matacena, culminata con il rinvio del consiglio comunale del 29 luglio per mancanza del numero legale. Stando alla presunta logica del ricatto il sindaco avrebbe nominato Di Palma per non perdere l’appoggio dei consiglieri Massimo Palazzo e Raffaele Oliva. E proseguendo sul terreno sdrucciolevole del presunto ricatto si potrebbe pensare, come ha fatto capire Oliva, che anche l’ingresso nell’esecutivo di Nicola De Chiara sia l’epilogo di una campagna di stampa prima a favore dell’amministrazione comunale, poi contraria e infine di nuovo benevola.

Insomma, ragionando in questi termini, qualsiasi scelta potrebbe avere come fondamento un presunto ricatto. E il risultato concreto, che peraltro si sta manifestando con chiara evidenza, è che cestinando la politica, considerata “brutta, sporca e cattiva”, si è dato la stura a personalismi sfrenati, forieri di ricatti “par excellence”. Dunque anche la richiesta politica di Giglio, come quella di chiunque altro, sarebbe un ricatto, al pari della spartizione delle poltrone post-comunali. In ultima analisi se si ragionasse così Matacena sarebbe sempre e comunque sotto ricatto.
Ovviamente la verità è un’altra. Il sindaco e il suo cerchio magico estraggono dalla manica la carta del presunto ricatto quando sono contrari a una determinata scelta. Se invece quella decisione è funzionale ai loro progetti la carta del ricatto, come per magia, sparisce dal mazzo. Per qualche “mano” il gioco è vincente. Ma prima o poi i bari vengono scoperti. E salta il tavolo. Con tutti i giocatori.





