di Rosa Nocerino

Peter Cameron è un romanziere statunitense che riscuote grande successo di pubblico e vede spesso le sue opere utilizzate come soggetti cinematografici. Ma, come spesso accade, il prodotto letterario è superiore a quello filmico, e questo per una serie di motivi, a partire dal maggior respiro che il libro gode rispetto al film, in ordine alla possibilità di delineare situazioni e contesti in maniera approfondita, oltre a fornire precise descrizioni dei personaggi e delle loro personalità, lasciando emergere sfumature e dettagli.

Al centro della storia, ambientata nella metropoli newyorkese, c’è la figura di un adolescente  problematico, solitario e taciturno che condivide l’esistenza, nello stesso appartamento, con una sorella sull’orlo di una crisi isterica, egoista e aggressiva ed una madre, svampita e sganciata dalla realtà, incapace di fornire una guida ai suoi ragazzi, presa com’è dalla personale ricerca di un riparo al suo malessere dopo la separazione dal marito.

 

Nemmeno la figura paterna è in grado di proporsi quale modello di riferimento per il ragazzino alle prese con la lunga estate dei tormenti e dei pruriti adolescenziali; infatti, il padre incarna in pieno, negli atteggiamenti e nei valori, la posizione di un eterno Peter Pan che ha smesso di sognare, ma non vuole invecchiare ed è divorato dalla smania di apparire e da una spinta compulsiva a spendere denaro.

“Un giorno questo dolore ti sarà utile”, questo il titolo del romanzo di Peter Cameron, che introduce in maniera diretta l’argomento, spesso tabù, del dolore presentato nella sua condizione naturale e universale come connotazione dell’esistenza degli esseri umani. Pur tuttavia, il romanzo si lascia apprezzare per il tono leggero ed ironico ma soprattutto per i dialoghi brillanti e a tratti esilaranti, che intercorrono tra il protagonista, James, e gli interlocutori con cui di volta in volta entra in contatto.

Ciò che colpisce di questo romanzo è la fluidità della scrittura che scorre libera senza interruzioni e senza intoppi, realizzando un’armonia perfetta tra forma e senso che ammalia nel tracciare il profilo dei suoi personaggi, fotografati come in una istantanea, nei suoi tic e nelle sue paure.

nocerino.r@libero.it

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