di Rosa Nocerino

Alice Munro, originaria del Canada, ha pubblicato il suo primo romanzo all’età di quarant’anni e si è imposta sulla scena letteraria con una serie di racconti che le sono valsi, per ben tre volte, il Governor General’s Award, il più importante premio letterario canadese. Nei suoi volumi sono raccontate storie al femminile attraverso lo sguardo di donne, ora solidale e complice, ora tristemente rassegnato all’ineluttabilità del destino incontrato sulla propria strada, il più delle volte non scelto ma consapevolmente subito.

Racconti brevi, ambientati nella sonnolenta periferia canadese che funge da sfondo al dipanarsi di storie comuni come ce ne sono tante, che lasciano intravedere le dinamiche spesso patologiche di rapporti nei quali l’amore ha poco a che fare. Al centro delle sue storie vi sono le donne nelle relazioni con gli uomini, ora padri severi o assenti, ora fratelli, temuti e difesi, ora compagni di una vita perfettamente estranei o amanti riluttanti e immaturi. In ognuna di esse c’è come un grido soffocato per le aspirazioni e i desideri inespressi. Vi è la voglia di affermarsi oltre il maledetto muro delle ipocrisie e dei tabù che fanno sempre da ostacolo.

Il ritmo è di solito lento, come se il tempo non avesse divenire, in un ripetersi all’infinito di scene già vissute, che consegnano una monotonia del vivere nella quale le esistenze sono perdutamente ingabbiate. Non è possibile alcuno scatto in avanti, nessuno squarcio che consenta di liberarsi da una rete appiccicosa che frena e imprigiona. L’autrice indaga ogni piccola sfumatura dell’animo umano, sospeso tra desideri e rimpianti, lasciando emergere soprattutto l’incapacità dei suoi protagonisti a farsi artefici del proprio destino perché spaventati da qualsiasi pur minimo cambiamento, chiusi nell’ordine immobile del vivere quotidiano.

Ciò nonostante, nei racconti di Alice Munro è presente una grande forza propulsiva. Essa deriva da eventi casuali, apparentemente del tutto insignificanti, che si offrono come una opportunità di cambiamento semplicemente elevando lo sguardo oltre la siepe.

nocerino.r@libero.it

 

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