È arrivato anche il via libera definitivo del Senato – 81 sì, 51 no – al ddl Nucleare, votato a giugno dalla Camera, che dà la delega al governo per riportare l’atomo in Italia. Gli ambiti di intervento sono “costruzione ed esercizio delle centrali, produzione di idrogeno tramite energia nucleare, gestione del combustibile esaurito e sicurezza, istituzione degli organi di controllo”. Il ministro Gilberto Pichetto Fratin, come in occasione dell’approvazione alla Camera, ha ribadito che l’esecutivo è già al lavoro affinché i decreti attuativi siano pronti “entro fine anno”.
“È una giornata storica per l’Italia – ha dichiarato il titolare del Mase – il nucleare sostenibile, insieme alle rinnovabili, renderà l’Italia un Paese sicuro, indipendente e competitivo”. Secondo le stime del ministero, le prime centrali nucleari saranno realizzate, “in base agli elementi che ho a disposizione, degli esperti dell’impresa e del settore, è verso il 2033-34: questi sono i tempi che sono previsti”.
Cosa prevede il testo
Il Parlamento ha dato mandato al governo per definire il quadro normativo per la produzione e l’utilizzo di energia “da fonte nucleare sostenibile”, secondo la definizione dell’Unione europea, in Italia. Dalla fabbricazione del combustibile allo smantellamento degli impianti esistenti, dalla gestione dei rifiuti radioattivi a quella del combustibile nucleare esaurito. Tra gli ambiti d’intervento, anche ricerca, sviluppo e utilizzo dell’energia da fusione. Nella delega si fa riferimento, in particolare, ai nuovi impianti di produzione Small modular reactors (Smr) e Advanced modular reactor (Amr).
Si tratta piccoli reattori tradizionali a fissione, raffreddati ad acqua, costruiti in fabbrica in moduli separati, e poi installati da soli o in batteria in una centrale. Ogni modulo produce dai 100 ai 400 Megawatt. Lo scorso anno è stato affidato a Nuclitalia, una newco con Enel (51%), Ansaldo Energia (39%) e Leonardo (10%), l’incarico di studiare le tecnologie più avanzate e analizzare le opportunità di mercato nel settore, con un focus proprio sugli Smr.
Risorse e competenze
I decreti del Mase saranno condivisi di concerto con il Mef, il Mimit, il ministero della Difesa, il Mur, il ministero della Salute, il Mit, il Mic, il ministero del Lavoro, il ministero per la Protezione civile e le politiche del mare, il ministero per lo Sport e i giovani, con l’intesa della Conferenza unificata e il parere del Consiglio di Stato, entro 45 giorni dalla data di trasmissione. La dotazione finanziaria iniziale è di 60 milioni di euro totali, divisi equamente nel triennio 2027, 2028 e 2029, ai quali si aggiungono 1,5 milioni per il 2025 e 6 milioni per l’anno in corso per la campagna di informazione ai cittadini sull’energia nucleare.
Meloni: “Scelta coraggiosa”
“Oggi il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge sul nucleare. Dopo quasi quarant’anni, l’Italia torna ad avere un quadro di regole per produrre energia nucleare. Una scelta coraggiosa e di buon senso. Oggi importiamo elettricità prodotta dalle centrali nucleari di nazioni vicine, ma non possiamo produrla noi. Questa legge serve a cambiare le cose”. Lo afferma sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, spiegando che “ora il Governo scriverà le norme attuative su sicurezza, autorizzazioni, gestione dei rifiuti e rapporto con i territori. Era un impegno preso con gli italiani. Un altro impegno che abbiamo mantenuto”.





