Schlein: “Sostegno all’Ucraina indispensabile, troveremo l’intesa con i 5 Stelle”

Sull’Ucraina Elly Schlein marca la distanza dai Cinque Stelle. Proprio nel giorno in cui gli iscritti M5S approvano la linea di Giuseppe Conte per lo stop all’invio di armi a Kiev, la segretaria del Pd ribadisce dal Festival di Open a Parma che «fino a che non otteniamo un negoziato e una pace giusta per l’Ucraina è fondamentale sostenere un Paese che subisce un’invasione criminale». Un paletto che subito dopo ammorbidisce: «Discuteremo fino a trovare un compromesso, perché nessuno di noi intende mai più fare il favore alla destra di dividerci».

Del percorso appena concluso dal Movimento, Schlein dice di aver seguito con attenzione le proposte e di averne trovate «moltissime assolutamente condivisibili, se non sovrapponibili» a quelle del Pd e delle altre forze della coalizione. Sulle altre, Ucraina compresa, «discuteremo». Il punto di caduta, assicura, si troverà: «Quando ci mettiamo insieme governiamo bene».

Più sfuggente, invece, sui tempi. Enrico Mentana la incalza chiedendole quando si riunirà finalmente la coalizione per scrivere il programma comune. Schlein non indica una data e ribatte che quel lavoro in realtà è già cominciato e viene portato avanti «tutti i giorni». Cita il salario minimo e il congedo paritario, battaglie condivise già dal 2023. E rivendica il «lavoro testardamente unitario» costruito in questi anni.

Resta poi il nodo della leadership. Anche qui Mentana insiste, chiedendole se consideri prioritaria l’ipotesi che a guidare la coalizione sia chi ha più consenso rispetto alla strada delle primarie. Schlein non sceglie: «Prima il programma, lo chiede la nostra gente. Dobbiamo capire di quale progetto vogliamo essere coprotagonisti». Solo dopo, «o facciamo che guida chi ha più consenso, oppure faremo le primarie».

L’obiettivo dichiarato è costruire l’alternativa al governo. «Accanto a ogni critica mettiamo una risposta alternativa», dice Schlein, richiamando le proposte contenute nella lettera a Giorgia Meloni pubblicata su Repubblica.

Alla premier lancia però soprattutto la sfida sul voto: «È Giorgia Meloni che deve dire quando questo Paese deve andare al voto e per me prima è, meglio è. Quando sarà noi ci faremo trovare pronti».

E la costruzione dell’alternativa passa anche dalle grandi città. Su Milano Schlein ripete la stessa formula: «Prima il programma». Mentana le chiede di Mario Calabresi, tra i nomi per il dopo Sala, ma lei non si sbilancia e parla di «alcune figure validissime». Poi, dietro le quinte, proprio Schlein e Calabresi si incontrano. Una stretta di mano immortalata in una foto, qualche parola e l’intesa di sentirsi ancora. Nessuna investitura. Anche a Milano, almeno per ora, nomi e leadership possono aspettare. Ma l’ipotesi primarie è sempre più vicina anche nel capoluogo lombardo.

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