Aversa, dimissioni Matacena. Il M5S veste i panni del bookmaker: “Scommettiamo che si mettono d’accordo sulle poltrone?”

“Faites vos jeux, mesdames et messieurs”. Fate il vostro gioco, signore e signori. Le dimissioni del sindaco Franco Matacena hanno aperto una nuova puntata della crisi politica aversana. E mentre la maggioranza è alle prese con il proprio futuro, il Movimento 5 Stelle veste i panni del bookmaker e apre le scommesse. La puntata è semplice: “Scommettiamo che si mettono d’accordo?”. Una provocazione che trasforma la crisi amministrativa in una sorta di reality show politico. Con un interrogativo tutt’altro che divertente: quale prezzo avrebbe un’eventuale riconciliazione?

L’aula consiliare

Secondo i pentastellani la prospettiva di perdere la guida del Comune potrebbe rendere improvvisamente più semplice quel dialogo che nei mesi precedenti non è bastato a superare le divisioni interne alla coalizione. Una sorta di miracle politique. Il dissenso lascia spazio alla trattativa proprio quando incombe lo spettro del game over. Ma la questione sollevata dai cinquestelle non riguarda soltanto la possibilità di ricucire lo strappo. Riguarda soprattutto il contenuto dell’eventuale intesa. “Su che cosa ci si metterà d’accordo?”, chiedono gli esponenti del partito di Giuseppe Conte. Su un programma amministrativo capace di affrontare i problemi della città oppure su una nuova distribuzione degli equilibri politici?

Franco Matacena

È qui che la polemica abbandona il terreno della scommessa e arriva al cuore della crisi: il Piano urbanistico comunale. Il Puc non è un dettaglio burocratico da archiviare tra una riunione di maggioranza e l’altra. È lo strumento destinato a incidere sull’assetto urbanistico, sulle nuove costruzioni e sul consumo di suolo. Insomma, sul futuro di Aversa. Per il M5S è proprio questo il nodo da sciogliere. Se le divisioni sono emerse nel momento in cui bisognava discutere gli indirizzi del Piano, quali sono le reali ragioni del contrasto? Il Movimento richiama anche le voci sulle tensioni relative a deleghe, incarichi e decisioni politiche. Ma evita di trasformare i sospetti in sentenze. Chiede piuttosto che contenuti e condizioni di un eventuale accordo siano resi pubblici.

Il problema in fondo è antico quanto la politica. A chi gioverebbe una ricomposizione? Alla città oppure soltanto alla tenuta della coalizione? La distinzione non è di poco conto. Perché un conto è ritrovare una maggioranza numerica. Un altro è ricostruire una maggioranza politica attorno a scelte condivise. Intanto la crisi resta aperta e il Movimento 5 Stelle annuncia che seguirà gli sviluppi della vicenda. La sua scommessa è dichiarata: “L’accordo arriverà”. Una previsione politica, non una certezza. Resta allora la domanda più importante, quella che nessuna stretta di mano potrebbe cancellare: un eventuale happy ending per la maggioranza coinciderebbe anche con un lieto fine per Aversa?

Perché, come ammoniva Machiavelli, “nelle azioni di tutti gli uomini, e soprattutto di chi governa, si guarda al risultato finale”. E in questa partita il fine da chiarire non è soltanto chi continuerà a governare. Ma per fare cosa.

Mario De Michele

 

Ultime notizie

Parlamento & Governo

SONDAGGI POLITICI Il Pd perde quasi un punto, Fdi supera il 27%: in calo Vannacci e Forza Italia

La Supermedia dei sondaggi Youtrend conferma il panorama che si era intravisto la settimana scorsa. Fratelli d’Italia recupera leggermente consensi, prevalentemente a scapito di...