Il futuro di Aversa non si disegna con le buone intenzioni. Servono scelte. Una visione della città. E soprattutto la capacità di trasformare i programmi in atti concreti. Il Piano urbanistico comunale rappresenta uno dei banchi di prova più importanti per l’amministrazione Matacena. Non soltanto perché riguarda lo sviluppo del territorio. Ma perché dalle decisioni di oggi dipenderà il volto di Aversa nei prossimi decenni. Domani 15 ottobre il consiglio comunale sarà chiamato a compiere un primo passo con l’esame degli indirizzi programmatici del Puc.

Il presidente dell’assise Giovanni Innocenti ha convocato una seduta straordinaria alle ore 10.30. L’eventuale seconda convocazione è prevista per venerdì 16 ottobre alla stessa ora. Dopo l’approvazione dei verbali della precedente seduta e la trattazione di mozioni e interrogazioni si passerà allo strumento urbanistico. Gli indirizzi programmatici rappresentano la cornice politica entro la quale dovranno prendere forma le successive scelte di pianificazione. Una sorta di carta d’identità della città che verrà. O almeno di quella che la maggioranza immagina di costruire.

Ed è proprio qui che il confronto assume una dimensione politica. Quale modello di sviluppo intende perseguire l’amministrazione? Quale equilibrio tra nuove trasformazioni urbanistiche e tutela del territorio? Quali risposte alle esigenze di mobilità, servizi pubblici, verde e vivibilità? Interrogativi che non possono essere liquidati con formule generiche. Perché il Puc non è un esercizio di geometria. È una scelta di priorità. Bisognerà capire se Aversa sarà finalmente progettata per rispondere alle esigenze dei cittadini o continuerà a inseguire uno sviluppo senza una direzione precisa.
La seduta consiliare sarà un altro banco di prova per la maggioranza. Il sindaco Matacena non è ancora riuscito a curare i mal di pancia presenti nella coalizione di governo. Da un lato si è incartato da solo. Dall’altro la matassa si è attorcigliata attorno ai nuovi innesti in giunta che farebbero saltare i già fragili equilibri. Ogni riferimento a Federica Turco è puramente voluto. Dall’altro ancora il probabile ingresso di Raffaele De Gaetano fomenterebbe una possibile reazione scomposta di Pietro Giglio, scalpitante per una poltrona di assessore.

Purtroppo, o per fortuna, la politica è fatta di scelte. Anche non scegliere è una scelta. E implica inevitabili ripercussioni. Sembrerebbe superata la titubanza di Matacena rispetto alla nomina di De Gaetano. Ma al momento in cui scriviamo non c’è ancora il decreto sindacale. Il nodo Turco si potrebbe sciogliere con il benservito ad Elvira Caccavale, in giunta in quota Matacena. Prevedere la reazione di Giglio senior è una “mission impossible” persino per Tom Cruise. E poi c’è ancora da definire la collocazione di Luigi Dello Vicario. Siamo al dentro o fuori. Il consiglio comunale di domani dirà molto su quale strada imboccherà il sindaco. Per adesso è in cul de sac. Vedremo se saprà uscirne. Senza andare a sbattere.
Mario De Michele





