CASERTA – Riceviamo e pubblichiamo il documento con cui il circolo di Sel di Caserta “Pablo Neruda” prende le distanze dalla direzione provinciale del partito e ne chiede le dimissioni giudicando la gestione del partito totalmente inefficiente e ancorata a logiche politiche del passato. Il documento il 28 sarà consegnato a Nichi Vendola ed è stato già affidato a Claudio Fava.

“Il circolo SEL di Caserta “Pablo Neruda, formatosi con l’Assemblea Organizzativa di novembre 2011, ha messo insieme un gruppo di persone di estrazione politica diversa.

Queste persone, condividendo la delusione e la rabbia provata  nel rilevare  l’inadeguatezza della classe politico/amministrativa che,  con  l’ottusa  chiusura ad ogni partecipazione democratica ed  arroccata in difesa di privilegi personali,  ha sancito il fallimento della gestione amministrativa del centrosinistra nella città di Caserta e ancora prima in Provincia ed in Regione,  hanno deciso di assumersi la responsabilità di risollevare le sorti di SEL nella città di Caserta, dopo i deludenti risultati dell’ultima tornata elettorale.

Abbiamo fatto nostre le intuizioni di Vendola che, per primo, ha letto la necessità di dare alla politica una nuova funzione, un ruolo diverso, disintossicandola dagli inquinamenti di alcune metodiche berlusconiane che, diventando in modo trasversale patrimonio di tutti i partiti, hanno prodotto non pochi danni, in primo luogo il progressivo allontanamento dei cittadini dai partiti e dalle istituzioni.

In questo lavoro di ricostruzione del Circolo abbiamo dovuto superare anche le ingerenze, fomentatrici di dissidi, operate dalla dirigenza provinciale casertana, riuscendo comunque nell’intento di generare un gruppo di lavoro che si è da subito confrontato sui problemi concreti del territorio, avviando una costruttiva dialettica di idee e proposte che ha poi portato alla diffusione di un documento politico-programmatico del Circolo, ampiamente condiviso ed apprezzato, anche all’esterno del partito.

Questo Circolo ragiona oggi in termini unitari e condivisi ove non sono individuabili maggioranze e minoranze, ove a fronte di sacrifici personali lavoriamo, condividendo l’idea che la nostra partecipazione alla politica serve a creare, senza retorica, uno spazio di partecipazione aperto alle associazioni e ai cittadini come luogo di elaborazione e progettazione dei cambiamenti, non accettando come ineluttabili  gli eventi che vengono decisi in contesti diversi o superiori.

Abbiamo spinto affinché si rinnovasse anche sul piano provinciale l’attività politica, raccogliendo le sollecitazioni di quasi tutti i circoli esistenti in provincia di Caserta che ne segnalavano l’immobilismo, per superare con spirito costruttivo la inadeguatezza evidenziata e fare crescere quello che abbiamo considerato il nuovo partito della Sinistra italiana e cioè SEL.

Ma oggettivamente quello che si è registrato nella riunione della Conferenza Organizzativa Provinciale di domenica 18 Marzo è stato un brusco ritorno ai penosi  metodi  di una politica dalla quale gran parte di noi è scappata, immaginando di costruire in SEL un luogo che ci liberasse da castine, arrampicatori, prevaricatori ed ipocriti personaggi che vogliono vivere a spese della politica.

L’aver in quel contesto proceduto ad imporre nominativi avulsi dalle indicazioni dei Circoli, oltre che tradire lo spirito di un partito che si ispira ai principi della politica ‘dal basso’, sancisce la scelta della dirigenza provinciale e regionale di operare fratture e divisioni nel tessuto stesso del partito in Campania. Una metodologia simile a quella che tanti danni ha apportato alla sinistra, anche nel recente passato..

Imporre dall’alto dirigenti politici che servono solo  a prelazionare e/o consolidare posizioni di potere e che,  non scaturendo da una dialettica democratica di base,  determinano  una situazione conflittuale con il lavoro fin qui svolto dal circolo di Caserta, è del tutto inaccettabile.

La stessa conclusione della Assemblea testimonia quanto andiamo affermando in quanto non solo non si è risolto il problema in contestazione, ma, nel tentativo di superare una evidente difficoltà, si è rabberciata una soluzione che peggiora la situazione di partenza dell’Assemblea Organizzativa stessa.

Prima c’era un Assemblea Provinciale partecipata dal 50% dei delegati; oggi abbiamo una Assemblea Provinciale piena di delegati legittimata dal 50% del partito provinciale.

Tutto questo dovrebbe essere più che sufficiente a far adottare all’attuale gruppo dirigente scelte consequenziali.

Per educazione, poiché noi non poniamo un problema personale, sorvoliamo sulla scempiaggine delle argomentazioni presentate ed invece marchiamo la gravità dell’avallo dato dal Segretario Regionale a quest’atto indubbiamente scorretto.

Forse è un bene che questo episodio sia successo in questa fase ancora embrionale di costruzione del partito perché  la sua soluzione serve a definire la reale natura che vuole assumere  questo partito in provincia di Caserta.

Alla luce di tutto ciò riteniamo ineluttabile avanzare la richiesta di dimissioni dell’attuale dirigenza provinciale del partito e, contestualmente, presentiamo le dimissioni degli iscritti indicati dal Circolo di Caserta dall’Assemblea Elettiva provinciale”.

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