Fine vita, il governo impugna la legge dell’Emilia-Romagna: “Viola le competenze statali”

Bloccata la legge sul fine vita dell’Emilia-Romagna. Il Consiglio dei ministri ha infatti deliberato l’impugnazione, di fronte alla Corte costituzionale ai sensi dell’art.127 della Costituzione, della legge della Regione Emilia-Romagna 28 luglio 2026, n. 10, titolata “Modalità organizzative per l’attuazione delle sentenze della Corte costituzionale n. 242/2019 e n. 135/2024 in materia di suicidio medicalmente assistito”. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi, spiegando che il Cdm “ha rilevato che la legge ha violato una serie di profili di competenza esclusiva dello Stato, demandando alle linee guida regionali la definizione di una serie di requisiti, con ciò eludendo i vincoli posti sul punto dalla Consulta”.

Il Consiglio dei ministri, spiegano le fonti di Palazzo Chigi, “ha rilevato che la normativa regionale si pone in contrasto con gli articoli 2, 32 e 117, secondo comma, lettera l), in materia di ordinamento civile e penale, e 117, terzo comma, della Costituzione, in materia di tutela della salute”. Infine, tra le spiegazioni dell’impugnazione, c’è il rilievo che “nonostante le proposte di impegno alla modifica assunte dalla Regione, l’impianto della legge non garantisce in modo adeguato e concreto la previa effettiva messa a disposizione di un percorso personalizzato di cure palliative e altri sistemi di supporto per evitare il ricorso al suicidio”.

Le reazioni
Tra le prime reazioni quella del segretario di +Europa Riccardo Magi: “Alla faccia delle Regioni, che nella loro autonomia stabiliscono modi e tempi di un diritto riconosciuto dalla Corte Costituzionale, alla faccia del federalismo della Lega, alla faccia dei malati: davanti a una richiesta che arriva dai cittadini, dalla Corte Costituzionale e dalle stesse amministrazioni di destra, il governo centralizzatore e moralizzatore di Giorgia Meloni impugna la legge dell’Emilia Romagna sul fine vita. E mentre governo e maggioranza restano immobili, contemporaneamente ostacolano le Regioni che vogliono rafforzare le garanzie per i propri cittadini. Uno Stato centralizzatore che annulla le autonomie regionali sulle questioni che stanno più a cuore ai cittadini”.

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