L’Europa a un bivio. Protagonista dello scacchiere mondiale o spettatrice delle decisioni altrui? La posta in gioco è altissima. E Piero De Luca non usa mezzi termini. Per il deputato e segretario regionale del Partito Democratico in Campania il ritorno ai nazionalismi rappresenta un pericoloso passo indietro. Un déjà-vu politico che rischia di compromettere il futuro dell’Unione europea. Il messaggio arriva da Salerno, dove ieri il Salone Genovesi della Camera di Commercio ha ospitato una platea gremita per la presentazione del libro “L’idea di Europa e il suo destino”, edito da Baldini+Castoldi. L’iniziativa, inserita nella rassegna “Abitatori del Tempo” e moderata da Monica Di Mauro, ha visto la partecipazione di Enzo Amendola e Dario Nardella. Non soltanto una presentazione editoriale. Sul tavolo il futuro politico ed economico dell’Europa, il suo peso negli equilibri internazionali e la necessità di individuare una roadmap credibile per rilanciare l’integrazione comunitaria. “È stata non solo un’occasione di confronto – ha scritto su Fb il parlamentare dem – ma un momento di incontro e condivisione collettiva”.

Il fil rouge della riflessione è chiaro. L’Europa non può limitarsi a gestire l’esistente. Deve recuperare una visione strategica, rafforzare la propria leadership e conquistare maggiore autonomia nelle scelte geopolitiche. Una sfida che impone di superare le divisioni interne e costruire una governance capace di rispondere alle trasformazioni del mondo contemporaneo. Per De Luca il progetto comunitario non è un affare riservato alle élite di Bruxelles. È una questione che riguarda direttamente famiglie, imprese e cittadini. Dalla sicurezza internazionale alla crescita economica, dalla difesa del welfare alla tutela dei diritti sociali.
“L’Europa è la nostra casa comune, la nostra rete di protezione rispetto alle crisi internazionali, ma anche alle difficoltà economiche e sociali che vivono le nostre famiglie ed imprese in questo momento storico”, sottolinea il segretario campano del Pd. Una visione che rimette al centro il principio della solidarietà tra Stati e il rafforzamento delle istituzioni comuni. Non una semplice alleanza di convenienza, ma una communauté de destin, una comunità di destino chiamata a condividere responsabilità e prospettive. Il rischio è quello di un’Europa relegata ai margini del nuovo global order. Un gigante economico incapace di tradurre la propria forza commerciale in autorevolezza politica. “Il suo futuro – avverte De Luca – è una responsabilità che dobbiamo costruire insieme se vogliamo giocare un ruolo da protagonisti per la Pace e lo sviluppo delle nostre comunità nei prossimi anni, senza scivolare in un’inesorabile e pericolosa irrilevanza”.

È sul sovranismo che il ragionamento del parlamentare assume i toni più duri. “Tornare indietro come fanno le destre sovraniste è un errore storico drammatico e pericoloso”. Una presa di posizione che segna il clivage politico. Da una parte l’integrazione europea come risposta alle sfide globali. Dall’altra il ritorno alle logiche nazionaliste. Due visioni contrapposte. Due differenti roadmap per il futuro dell’Unione. La presentazione del volume diventa così anche un’occasione per rilanciare il messaggio europeista del segretario regionale del Pd, impegnato sul fronte delle politiche comunitarie anche nella sua attività parlamentare. Un confronto che intreccia cultura, politica e prospettive istituzionali, con l’obiettivo di riportare il progetto europeo al centro del dibattito pubblico.
“Continuiamo a crederci e a lavorarci insieme!”, conclude De Luca ringraziando i partecipanti, Amendola, Nardella e Monica Di Mauro. Il takeaway politico della serata è netto. L’Europa deve scegliere se rafforzare la propria unità o accettare una progressiva marginalizzazione. Per De Luca la strada è quella dell’integrazione. Perché nella geopolitica del XXI secolo chi non partecipa alle decisioni finisce per subirle. E un’Europa divisa rischia inesorabilmente di diventare irrilevante.
Mario De Michele





