Pineta Grande, pronto soccorso a rischio chiusura. Noi di Centro Casapesenna alza la voce: “Cittadini e lavoratori non si toccano”

Il pronto soccorso di Pineta Grande rischia la chiusura. E sul territorio scatta l’allarme. Perché quando si parla di sanità non si possono fare giochi di prestigio con i servizi essenziali. Né trasformare il diritto alla salute in una partita a scacchi giocata sulla pelle dei cittadini. Il game over di un presidio sanitario non è una semplice questione burocratica. Può diventare un problema enorme per migliaia di persone. A prendere posizione è la sezione di Casapesenna di Noi di Centro, capitanata da Armando Iavarone, che attraverso un comunicato stampa esprime forte preoccupazione per la possibile chiusura del pronto soccorso di Pineta Grande. Una presa di posizione netta. Senza giri di parole. Il movimento politico manifesta vicinanza ai cittadini, alle famiglie e ai lavoratori della struttura, chiedendo un intervento immediato delle istituzioni competenti.

Armando Iavarone

Il punto è tanto semplice quanto delicato. Un pronto soccorso non è uno sportello amministrativo che si può chiudere con un cartello sulla porta e tanti saluti. È un presidio di emergenza. Un riferimento per chi ha bisogno di assistenza immediata. E la prospettiva di una sua eventuale chiusura solleva interrogativi che non possono essere liquidati con il solito bla bla bla istituzionale. Noi di Centro Casapesenna mette al centro due questioni strettamente collegate: la tutela della salute e la salvaguardia dei posti di lavoro. Da una parte i cittadini che rischiano di perdere un servizio fondamentale. Dall’altra medici, infermieri, operatori sanitari e dipendenti che ogni giorno contribuiscono al funzionamento della struttura. Una doppia emergenza che richiede risposte. Non passerelle, annunci a effetto o rassicurazioni à la carte.

Il movimento esprime piena solidarietà al personale sanitario e chiede che venga garantita la continuità del servizio. L’obiettivo è scongiurare conseguenze negative sia per gli utenti sia per i lavoratori. Una richiesta che chiama direttamente in causa chi ha responsabilità decisionali nella gestione della vicenda. Del resto la sanità non può funzionare secondo la logica del take it or leave it. Un territorio ha bisogno di certezze, soprattutto quando sono in gioco interventi urgenti e assistenza sanitaria. E davanti al rischio di perdere un punto di riferimento per le emergenze, il silenzio delle istituzioni sarebbe la risposta peggiore.

Marcello De Rosa

C’è poi una questione di metodo, posta più volte da Marcello De Rosa, presidente regionale di Noi di Centro, già sindaco di Casapesenna. La politica ha il dovere di affrontare i problemi prima che diventino emergenze conclamate. Troppo spesso accade il contrario: prima si lascia crescere l’incertezza, poi si moltiplicano i comunicati, infine parte il consueto balletto delle responsabilità. Un copione già visto. Un eterno déjà-vu che i cittadini conoscono fin troppo bene. Sul futuro del pronto soccorso di Pineta Grande servono invece chiarimenti puntuali. Quali sono le ragioni dell’ipotesi di chiusura? Quali decisioni sono effettivamente allo studio? Quali garanzie possono essere offerte agli utenti e al personale? Domande alle quali occorrono risposte verificabili. Non dichiarazioni di circostanza.

La sezione di Casapesenna di Noi di Centro ribadisce che la salute non può essere messa in discussione e assicura il proprio sostegno alla comunità nella difesa dei diritti essenziali. Una posizione che porta il confronto sul terreno delle responsabilità istituzionali. Perché il diritto alla salute non può essere subordinato ai tempi della politica, alle convenienze del momento o a interminabili pourparler. Salus populi suprema lex esto. La salute del popolo sia la legge suprema. Il principio è antico. Il problema è renderlo concreto.

Mario De Michele 

 

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