A Franco Matacena piace il brivido. A tre giorni dal consiglio comunale, fissato dal presidente dell’assise Giovanni Innocenti per il 9 ottobre alle 10.00 e in seconda convocazione per il giorno successivo allo stesso orario, il sindaco non ha ancora chiuso il cerchio attorno alla nuova giunta. Un’altra “giornata di ordinaria follia” in aula certificherebbe lo stallo politico nella maggioranza e presterebbe il fianco all’ennesima, e più che legittima, offensiva dell’opposizione, già sul piede di guerra per molte questioni amministrative, ultima in ordine di tempo la consulenza da 17.500 euro per il “marketing territoriale” (clicca qui).

Al momento in cui scriviamo, da quanto si apprende dal Palazzo, Matacena sarebbe ancora alle prese con i mal di pancia di Pietro Giglio. Il vulcanico consigliere spingerebbe per entrare nell’esecutivo al posto di Alfonso Oliva, defenestrato dal sindaco il 29 luglio. In alternativa vorrebbe garanzie per fare il suo ingresso nel team di governo al più tardi entro gennaio 2027. Pur di varcare la porta della giunta sarebbe disposto a “sacrificare” l’assessore Iolanda Dello Margio, che però occuperebbe la sua poltrona in assise, essendo la prima dei non eletti di Aversa Moderata. Nella sua corsa alla seggiola Giglio senior è spalleggiato dalla nipote Mimma Pisano.

Ma i conti politici non tornano. Per ora lui e la sua parente fanno ancora parte di Aversa Moderata, almeno è quello che dicono loro stessi. Se fosse così, l’ultima parola sul nuovo assetto nell’esecutivo spetterebbe a Innocenti, leader e promotore della lista dei Moderati. In realtà Giglio ha intrapreso da mesi un percorso in solitaria con un pressing forsennato su Matacena. La fuga in avanti di Giglio ha fatto irrigidire Innocenti e il resto del gruppo. Salvo ripensamenti all’ultimo secondo, i moderati aversani faranno quadrato attorno all’assessore Giulia Lauriello, anche perché, dopo un rodaggio difficile, enfatizzato da una campagna mediatica e politica “scientifica”, l’esponente della giunta ha iniziato a portare a casa i primi risultati.

Se Lauriello appare intoccabile, sono invece agitate le acque in cui naviga Dello Margio, con Giglio che spinge per farla fuori e con Innocenti e company che si fidano poco perché l’assessore non avrebbe dato un segnale chiaro di vera appartenenza ad Aversa Moderata. C’è di più. Secondo il presidente dell’assise la rimodulazione dell’esecutivo deve essere anche l’occasione per una chiarificazione politica, l’unico modo per non andare avanti a passo di gambero. Bisogna stabilire se Giglio e Pisano sono un gruppo a sé, e in tal caso Matacena dovrà decidere se cedere o meno alle richieste del consigliere, oppure se fanno ancora parte di Aversa Moderata, e a quel punto le scelte sui nuovi assessori saranno in capo a Innocenti. Nel secondo scenario le chance per Dello Margio di restare nella giunta si ridurrebbero al lumicino.

Il sindaco ha commesso due errori imperdonabili. Il primo: si è andato a impelagare in una questione tutta interna al gruppo Aversa Moderata. Il secondo: ha favorito la parcellizzazione della maggioranza. Risultato? Se “uno vale uno”, per varare senza strascichi il nuovo esecutivo servirebbero 15-16 assessorati. Non a caso sul tappeto c’è ancora il nodo Luigi Dello Vicario. Il consigliere fa ancora parte della maggioranza oppure è con un piede dentro e l’altro fuori? O peggio ancora con entrambi fuori? Per ammansire il fratello Gianpaolo bisognerebbe trovare un altro posto in giunta. Qualcuno avrebbe in mente di ringraziare e salutare l’assessore Elvira Caccavale. Ma la consigliera Adele Ferrara si batterà per preservarla. Si vocifera che anche Matacena farà lo stesso.

In questo bailamme dovrebbero spuntarla Raffaele De Gaetano e Federica Turco. Il primo dovrebbe finalmente entrare nel roster di governo dopo una lunga attesa. La seconda sarebbe sponsorizzata dallo stesso sindaco, quindi avrebbe la strada spianata. Il condizionale è però d’obbligo perché la matassa si è talmente ingarbugliata da rischiare davvero di non trovarne più il bandolo. Perché quando “uno vale uno” tutti sono legittimati a farsi avanti. E mettere d’accordo 15-16 teste è più difficile che scalare l’Everest in ciabatte. Ecco cosa accade quando vengono depotenziati i coordinatori politici e si dà diritto di parola anche a chi ha un rapporto complicato con la lingua italiana.
Mario De Michele





