Per una volta è meglio nascere senza Cammisa. Si vede da un miglio lontano che il consigliere di maggioranza è un pesce fuor d’acqua nella coalizione di centrosinistra guidata dal sindaco Ernesto Di Mattia. Mimmo deve spremersi le meningi per comprendere i provvedimenti e la progettualità dell’amministrazione comunale. Durante l’assise di ieri ha incollato un’altra figurina nell’album delle gaffe. Nel suo intervento (scritto da altri per la sua ancestrale ostilità verso l’idioma italiano) è riuscito nell’impresa impossibile di far inalberare il docile assessore Giovanni Maisto, giovane valente e preparato. L’esponente della giunta, criticato “capestremente” da Cammisa, in pratica gli ha risposto: “non hai capito niente”. Per i politici locali più esperti è un’ovvietà. Pretendere che Cammisa sul piano tecnico-amministrativo capisca qualcosa è come affidare a Dracula la presidenza dell’Avis nella speranza che non azzanni le boccettine di sangue. Tutt’altro discorso se si tratta di iPhone di seconda mano (“Euge’, ma funzion?”). Su questo è uno dei maggiori esperti al mondo. Circola voce a Cupertino che Tim Cook voglia ingaggiare Cammisa per fargli testare i malafonini ricondizionati. Al consigliere di Sant’Arpino sarebbe arrivata una proposta ufficiale dalla Apple ma lui, dimostrando sgarbo, non ha nemmeno dato una risposta. Se per lui l’italiano è ostrogoto, la lingua inglese è aramaico. Al punto che qualcuno in maggioranza ha chiesto al professore Giuseppe Limone di impartirgli qualche lezione a tempo perso. Ma il filosofo, conscio dei limiti umani, ha categoricamente rifiutato: “È vero che insegno, ma non faccio miracoli”. Siamo solidali con il prof Limone.

Non a caso Cammisa ha abbandonato l’aula quando si è parlato di argomenti seri e impegnativi come la vicenda, sollevata con un’interpellanza dal consigliere Salvatore Lettera, dei due ex lavoratori della Multiservizi che non hanno beneficiato del passaggio di cantiere. Sulla carta è un sindacalista ma per lui il diritto del lavoro è una materia sconosciuta. Un mix tra ostrogoto e aramaico. L’universo mondo sa che bazzica nel sindacalismo (da strapazzo) solo e soltanto grazie allo zio. Poi ci lamentiamo che gli operai non hanno più alcuna fiducia nei sindacati. Non osiamo immaginare cosa possa contenere un documento sindacale scritto da Cammisa: “Signorina (intestazione autonoma), veniamo noi con questa mia a dirvi, adirvi una parola, che scusate se sono poche ma 700 mila lire; a noi ci fanno specie che quest’anno, una parola, c’è stata una grande moria delle vacche come voi ben sapete. : questa moneta servono a che voi vi consolate dei dispiacere che avreta perché dovete lasciare nostro nipote che gli zii che siamo noi medesimi di persona vi mandano questo perché il giovanotto è uno studente che studia che si deve prendere una laura che deve tenere la testa al solito posto cioè sul collo. ; . ; salutandovi indistintamente Mimmo Cammisa”. Quando il consigliere ha lasciato l’aula, dopo aver dato un’occhiata all’ora sul suo iPhone usato, dai banchi della maggioranza si è levato un liberatorio: ahhh.

Ernesto Di Mattia

In particolare il sindaco Di Mattia, politico proveniente dal glorioso Pci e persona di cultura, ha tirato un vistoso sospiro di sollievo pensando tra sé e sé: “Finalmente se n’è andato sto’ ciuccio”. E in effetti il livello del dibattito consiliare è subito balzato alle stelle. Al consigliere Lettera l’assessore Gennaro Capasso e il primo cittadino hanno spiegato dettagliatamente che il passaggio di cantiere dei due lavoratori era “finanziariamente insostenibile” per la mutata condizione economica in cui versa l’ente. Ed è così. Lettera, che presiede la commissione Trasparenza, ha chiesto che la sua interpellanza fosse messa in rilievo sull’albo pretorio. Richiesta accordata. Ahi noi, torniamo per un attimo a Mimmo Cammisa. Nel suo intervento ha toccato l’argomento a lui molto caro dell’Acquedotti. Ricordiamo ai lettori che il Comune di Sant’Arpino non ha ancora sostituito nel cda della società idrica l’ex sindaco Giuseppe Dell’Aversana che ne ha fatto parte a titolo gratuito. Ecco. Questo è il problema. Per Cammisa è vergognoso. Lo scandalo consiste nel fatto che Dell’Aversana non ha preso un centesimo. Bisogna dare quella poltrona a un esponente dell’attuale maggioranza. Uno preciso. Che puntualmente ogni fine mese si mette in tasca l’indennità di carica di circa mille euro. Infatti mentre scendeva le scale dell’aula consiliare qualche cittadino ha sentito Cammisa cantare: “Se potessi avere mille lire al mese…”. Punto, due punti e punto e virgola. Abbondiamo.

Mario De Michele


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