Sarà che si avvicinano le elezioni comunali, in programma probabilmente il prossimo maggio. Sarà che cresce la paura di perdere per l’unanime apprezzamento popolare nei confronti del suo avversario Giuseppe Fiorillo (non parla più di “una lista di 12 marocchini”). Sarà che è allergico alle critiche e agli uomini liberi. Fatto sta che Enzo Guida dimostra un evidente nervosismo. Il sindaco di Cesa è arrivato al punto di scagliarsi addirittura contro l’Associazione Nazionale Antimafia “Antonino Caponnetto”, intervenuta sul caso Enzo Cappello. Il sodalizio impegnato da decenni contro la criminalità organizzata ha pubblicata sulla propria pagina Fb un dettagliato resoconto dei guai giudiziari del tecnico di fiducia di Guida, chiamato alla sua corte con incarico diretto (ex art. 110 del Tuel) e poi assunto grazie agli ormai famosi concorsi comunali. L’ingegnere Cappello è imputato in un processo su appalti e camorra. È alla sbarra assieme ad altre 12 persone. La prossima udienza davanti alla terza sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta da Luciana Crisci con a latere Valerio Riello e Luca Vitale, si terrà il prossimo febbraio.

L’INCHIESTA DELLA DDA DI NAPOLI
L’associazione “Caponnetto” ha riportato le perizie dei consulenti dei pm della Direzione distrettuale Antimafia di Napoli Graziella Arlomede e Maurizio Giordano su diversi appalti aggiudicati nei comuni di Calvi Risorta, Presenzano e Cesa. Dalle risultanze peritali sono emerse gravi anomalie. Le accuse mosse dalla Dda vanno dall’associazione a delinquere finalizzata al trasferimento fraudolento di valori, turbativa d’asta, turbata libertà della scelta del contraente, falso in atto pubblico, false dichiarazioni rese a pubblico ufficiale, riciclaggio, favoreggiamento, intestazione fittizia di società. Nella parte dell’indagine riguardante l’appalto da oltre 2 milioni di euro per la rete fognaria di Cesa i pm antimafia definiscono “Il ‘Sistema Cappello’ di esportazione”. Prima di approdare al comune di Cesa, tramite incarico fiduciario conferitogli da Guida, il tecnico era stato in servizio a Presenzano e Calvi Risorta, dove è partito il principale filone dell’inchiesta.

LA PERIZIA DEI CONSULENTI DEI PM
“Non ci fu una procedura negoziata – scrivono i periti della Dda sull’appalto di Cesa – ma l’affidamento con procedura aperta. Noi abbiamo proceduto all’analisi dell’interpello perché la ditta cui fu affidato l’appalto venne colpita da interdittiva. Si fece un interpello contestuale con l’invito di 5 operatori economici anziché procedere con lo scorrimento delle graduatorie e ne aderirono due. Nel frattempo i prezzi dei materiali aumentarono e venne richiesto l’adeguamento da una delle due ditte, adeguamento non concesso dalla stazione appaltante e la seconda ditta la Costruzioni generali Sud di Iorio si aggiudicò l’appalto. Non c’era traccia dell’accettazione dell’adeguamento dei prezzi. Altra anomalia – osservano i consulenti della procura antimafia – è che il comune sapeva che doveva procedersi a variante per l’individuazione di sottoservizi e dopo aver contrattualizzato ha apportato la variante ed il dirigente anche in questo caso era Cappello”.

Enzo Guida e Piero Cappello

IL “SISTEMA CAPPELLO” ESPORTATO A CESA
Secondo i pm della Dda partenopea Cappello, che non è imputato per reati di camorra, ha truccato gli appalti in tutti i comuni dove ha prestato servizio per favorire ditte considerate dagli inquirenti legate ai clan. Da qui la definizione di “sistema” di esportazione. I metodi di Presenzano e Calvi Risorta sono stati “esportati” a Cesa, in seguito all’incarico fiduciario attribuito da Guida a Cappello. Invece di assumersi la responsabilità politico-amministrativa di aver assunto Cappello con art. 110 del Tuel, quindi con affidamento diretto, e di averlo posto a capo dell’ufficio tecnico di Cesa, nella giornata di ieri il sindaco Guida e la sua squadra di governo hanno diramato una nota in cui minacciano di querelare per diffamazione chi – si presume l’Associazione “Caponnetto” e Italia Notizie, che ha ripreso il caso Cappello sollevato sulla pagina social del sodalizio -, non ha fatto altro che riportare le conclusioni dei periti della Dda sull’appalto milionario per la rete fognaria.

IL “METODO” DELLE QUERELE TEMERARIE
Ma purtroppo ancora una volta si è ripetuto “sic et simpliciter” il solito “metodo”, ai limiti dell’intimidazione, per indurre a tacere coloro i quali dicono e scrivono la verità. Invece di spiegare alla collettività perché scelse come suo tecnico di fiducia Cappello, con tanti tecnici in circolazione nel Casertano e in Campania, il sindaco sventola la bandiera delle querele temerarie per scoraggiare le persone a ribellarsi, a denunciare. Consigliamo vivamente a Guida e alla sua maggioranza di mettersi l’anima in pace. Con Italia Notizie il “sistema” non funziona. In passato il sindaco ha già querelato il sottoscritto per le inchieste sui concorsi comunali, sugli incarichi diretti a parenti degli amministratori locali e a politici organici alla maggioranza, sull’appalto diretto da 20mila euro alla cooperativa “Eco”, colpita da interdittiva antimafia, sulle difformità urbanistiche commesse da un ex assessore, oggi consigliere di maggioranza, e sulle associazioni orbitanti nel cerchio tragico del primo cittadino.

Giusy Guarino e Enzo Guida

IO ASSOLTO, GUIDA E GUARINO SOTTO PROCESSO
Secondo Guida il sottoscritto avrebbe scritto cose false e lo avrebbe diffamato. E quindi presentò querela, nonostante tutti i fatti e i misfatti pubblicati su Italia Notizie fossero largamente corroborati da documenti ufficiali, reperibili sull’albo pretorio del comune di Cesa, e da prove schiaccianti, suffragate da altrettanti atti pubblici. Il sottoscritto fu rinviato a giudizio per diffamazione a mezzo stampa. Dopo un lungo e corposo procedimento penale davanti al tribunale Napoli Nord, durante il quale sono stati ascoltati numerosi testimoni e sono state passate al setaccio decine e decine di “carte”, il sottoscritto è stato assolto per “non aver commesso il fatto”, ovvero per aver scritto la verità. La sentenza pronunciata dal giudice Terranova risale a pochi mesi fa, per la precisione al 23 maggio 2025.

Ma Guida e compagnia brutta insistono. Eppure, sul piano giudiziario hanno di che occuparsi: il sindaco e il suo vice Giusy Guarino, entrambi del Pd, sono sotto processo per una denuncia per diffamazione aggravata ai danni del sottoscritto. Il procedimento penale che vede imputati i vertici amministrativi del comune di Cesa è alle battute finali davanti al Tribunale Napoli Nord. Chi vivrà vedrà.

Mario De Michele

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