Elezioni, un dato clamoroso: su 85 comuni al voto in Campania, trenta sono commissariati

Mancano circa due settimane alla data ultima per la presentazione delle liste, ed in molti comuni i giochi cominciano a delinearsi. C’è un dato però che più di ogni altyro attira l’attenzione: il numero delle amministrazioni cadute anticipatamente. Ma procediamo con ordine. Sono 85 i comuni campani chiamati a rinnovare il proprio consiglio comunale, la maggior parte per scadenza di mandato, molti con i sindaci caduti anticipatamente a colpi di mozioni di sfiducia. La provincia con il maggior numero di enti chiamati al  rinnovo è Napoli, con 28, poi Salerno con 21, quindi Caserta con 14, Avellino 12 ed, infine, Benevento con 10. 

Quattordici in provincia di Caserta, di cui sette commissariati: Arienzo, Casagiove, Cellole, Grazzanise, Marcianise, San Cipriano d’Aversa e Trentola Ducenta. Tre sopra i 15 mila abitanti: Marcianise, San Nicola la Strada e Trentola Ducenta. 

Dei 28 comuni del napoletano dodici sono commissariati: Caivano, Calvizzano, Casandrino, Casavatore, Giugliano, Grumo, Lacco Ameno, Poggiomarino, Pompei, San Gennaro al Vesuvio, Sant’Anastasia, Saviano. Diciassette quelli sopra i 15 mila abitanti per i quali, quindi, è previsto anche il turno di ballottaggio. E’ Giugliano il comune più popoloso con i suoi oltre 108mila abitanti, seguito da Ercolano con i suoi oltre 53 mila abitanti. 

Quattro i comuni commissariati in provincia di Salerno: Angri, Ispani, Pagani e Polla. Quattro i comuni con oltre 15 mila residenti: Angri, Eboli, Caca de’ Tirreni e Pagani.

In provincia di Avellino sono quattro i comuni commissariati: Ariano Irpino, Luogosdasno, Prata e Quadrelle. Solo Ariano Irpino supera i 15 mila abitanti. 

In provincia di Benevento tre i comuni senza sindaci: Foiano, Sant’Agada de’ Goti e Telese. Nessuno dei dieci comuni al voto supera i 15 mila abitanti. Il comune maggiormente abitato è Sant’Agata de’ Goti con 11.310 residenti. Complessivamente, degli 85 comuni chiamati alle urne, il prossimo 20 e 21 settembre, 30 sono già senza sindaco, vale a dire il 25,5 per cento. Un dato che dimostra, semmai ce ne fosse bisogno, quanto dura possa essere per un sindaco arrivare a fine mandato.  

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