
Capacità, esperienza e professionalità. Tre doti maneggiate con dimestichezza dal tris di donne che Giuseppe Fiorillo metterà in campo nella corsa elettorale del 24 e 25 maggio. Si tratta di Gina Migliaccio, Amelia Bortone e Eugenia Oliva. Le tre candidate di Cesa in Comune stanno già scaldando i motori per fare la differenza. Rappresentano uno dei punti di forza dello schieramento civico allestito dallo stimato medico. Sono state scelte per le loro qualità, non certo per riempire la lista, tantomeno per rispettare le quote rosa che per legge prevedono la candidatura di almeno 4 donne per ogni raggruppamento in lizza per la conquista del municipio. Fiorillo e company hanno puntato su Migliaccio, Bortone e Oliva perché sono fortemente convinti che faranno la differenza sul piano elettorale ma soprattutto sotto il profilo programmatico e amministrativo. Il loro prezioso contributo sarà fondamentale per gonfiare le vele di Cesa in Comune portando Fiorillo e il suo team alla vittoria.

Gina Migliaccio è consigliere di minoranza in carica. Ha lavorato benissimo sia quando faceva parte dell’assise, sia da assessore a Bilancio e Finanze. Se i conti pubblici sono in regola è soprattutto merito suo. Ha preso le distanze dal sindaco Enzo Guida perché si è opposta alle mancette elettorali e ai provvedimenti antitetici agli interessi della collettività finalizzati a foraggiare la tentacolare rete clientelare della maggioranza. Donna di carattere, per i suoi ex amici di coalizione ha il grave difetto di non essere mai entrata nel cerchio tragico degli yes man e delle yes woman della fascia tricolore. Nel mondo all’incontrario indipendenza e autonomia di pensiero sono considerate colpe. Del resto, come direbbe Karl Kraus, “quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l’aspetto di giganti”. E negli ultimi 10 anni il disco solare è sprofondato sotto la crosta terrestre, quindi pure gli abitanti di Puffolandia all’apparenza sono alti e svettanti.

Coerenza e moralità sono i tratti peculiari anche di Amelia Bortone, eletta alle ultime comunali con un cospicuo bagaglio di voti. Assieme a Ernesto Ferrante, Carmina Alma e Paola Verde, ha pagato con la decadenza dal civico consesso il fio di non essersi messa in vendita portando avanti sempre un’opposizione senza sconti. Dopo la “decapitazione” dei 4 esponenti di Uniti per Cesa si è aperta la stagione dei saldi. Sono entrati in maggioranza, escluso Ginotto De Angelis, i consiglieri non eletti, alcuni dei quali invece di “aprire il comune come una scatoletta di tonno” (cit.) si sono seduti al tavolo di Guida per mangiarsi il tonno con tutta la scatoletta. Bortone rappresenta un valore aggiunto della lista di Fiorillo anche sotto il profilo politico. Incarna i valori e la sensibilità dei veri 5 Stelle, quelli duri e puri. Gli altri, quelli ad acqua di rose e di apparato, sostengono Guida.

Eugenia Oliva è garanzia di esperienza politico-amministrativa. È stata assessore del comune di Orta di Atella e da molti anni fa parte dell’entourage del consigliere regionale Gennaro Oliviero, già presidente del parlamentino campano e leader provinciale di A Testa Alta. A breve dovrebbe essere diramato un duro documento dei deluchiani per condannare l’annuncio di Mimmo Mangiacapra, anche lui esponente di spicco di A Testa Alta, di ricandidarsi con Guida. Una scelta politicamente incomprensibile. Secondo insistenti voci di marciapiede tra le principali motivazioni alla base del voltafaccia di Mangiacapra ci sarebbe la sanatoria dei sottotetti che gli sarebbe stata assicurata dal sindaco in carica. La variante elettorale al Puc va proprio in questa direzione (clicca qui per l’articolo).

Il poker di donne che calerà sul tavolo Cesa in Comune sarà completato molto probabilmente da uno stimato avvocato, figlia d’arte e portatrice sana di serietà e correttezza, in grado di raccogliere un vasto bacino elettorale. Nessuna chance di candidarsi invece per “pasionarie” iperattive sui social ma senza alcun seguito nel mondo reale. Tra le priorità di Fiorillo e della sua coalizione c’è quella di ridare con atti e fatti realmente il potere a tutto il popolo. Non solo ai cortigiani del monarca com’è avvenuto purtroppo e puntualmente nell’ultimo decennio. Il raggruppamento civico Cesa in Comune è sicuramente inclusivo ma non aprirà mai le porte a chi ha spalleggiato in questi anni un sistema bello fuori e marcio dentro. Non ci sarà alcuno spazio per i sepolcri imbiancati “solo chiacchiere e distintivo”.
Mario De Michele












